La ferita provocata da una parolaScrive il poeta iraniano Kader Abdolah: "La ferita provocata da una parola non guarisce mai. Non si può annullare l’effetto di quella parola. L’albero del rancore che hai piantato getterà radici profonde nel terreno e i suoi rami arriveranno fino alla stella rossa."

Solo un'altra parola può funzionare da antidoto e lenire quella ferita, ma il più delle volte non viene pronunciata.

3 risposte a ““La ferita provocata da una parola…””

  1. Avatar Marco
    Marco

    l’unica è una Parola. E io la sto cercando.
    Lenire, Guarire o Risorgere?
    La prospettiva ardita
    Le certezze poche

  2. Avatar Pim

    A volte è la Parola che cerca noi, dobbiamo soltanto lasciarci trovare.

  3. Avatar Marco
    Marco

    Grazie, Pim, sono d’accordo.
    “Lasciarsi trovare” è un verbo al passivo, presuppone un abbandono, un’inazione.
    Si può non-agire quando si ha fiducia.
    Un fiducioso abbandono.
    Ma, a volte, riuscire a farlo … “è una parola!”

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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