Festa-del-Cinema-di-Roma-2021-Poster-Uma-Thurman-cut-696x392Quindici anni fa ero là, alla cerimonia di apertura della prima Festa del Cinema di Roma grazie a un pass (non ancora green) gentilmente fornito da un amico giornalista conosciuto su Kataweb. Erano i tempi in cui i social network non esistevano e i forum di discussione potevano essere luoghi d'incontro eccezionali. Questo blog era ospitato dal sito online de La Stampa, mi fregiavo dell'incipit "dal vostro inviato" come fosse un titolo onorifico.
Inebriato dal ponentino che invoglia al dolcefarniente trascorsi intere giornate tra l'Auditorium e la Casa del Cinema fingendo di essere un altro. Più o meno come facevano tutti i presenti, a dire il vero.
Tornai a respirare quell'aria leggera nelle edizioni successive della Festa, l'ultima dieci anni fa. Una Festa che nel frattempo aveva perso i connotati veltroniani per diventare Festival a tutti gli effetti.
Di quei giorni randagi rimangono ricordi lieti quasi interamente depurati dalla tentazione sempre in agguato della nostalgia. E tanto (a volte) basta.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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