[…] Nulla è eterno. La preziosità dell’attimo che abbiamo il dono di vivere va perciò colta e custodita con gratitudine. Bisogna avere la consapevolezza della vacuità delle cose, ma non in senso nichilista. Al contrario: essendo le esperienze e le persone amate fuggevoli, proprio per questo motivo possiedono un valore inestimabile nel tempo presente.
Il riconoscimento di questa finitezza, del dolore, della morte, devono portarci ad avere più comprensione (per noi stessi e per il prossimo) e più umanità.
 
(20 ottobre 2021, corrispondenza privata)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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