“Amerai il prossimo tuo come te stesso”Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lc 10, 27)

Preti e catechisti poco preparati chiosano sempre la prima parte del passo evangelico, "amerai il prossimo tuo", perdendosi in noiosissime tirate pseudomoralistiche. Il Signore che pronunciò questa frase, però, precisò debitamente "come te stesso". È quel come te stesso a dare senso e significato al precetto: se ti vuoi bene, vuoi bene di conseguenza al prossimo. È necessario imparare a coltivare un sano amor proprio, prendersi cura di sé in modo naturale e spontaneo, al fine di mantenere la salute emotiva. Non si tratta però di un benessere esclusivo, egoriferito: volersi bene è la premessa per relazionarsi in maniera autentica e gratificante, considerando gli altri così come consideriamo noi stessi.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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