Io perdo la testa continuamente, per una donna, un libro, un'idea. La lascio in giro dove capita, dentro una nuvola o un mazzo di fiori. E quasi mi dispiace quando qualcuno me la restituisce, magari con aria di rimprovero.
Io perdo la testa continuamente, per una donna, un libro, un'idea. La lascio in giro dove capita, dentro una nuvola o un mazzo di fiori. E quasi mi dispiace quando qualcuno me la restituisce, magari con aria di rimprovero.
Aria di rimprovero?!? Ma che tromboni!
Ce ne sono, ahimè se ce ne sono…

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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