Il maleIl male non si cancella né si dimentica mai del tutto. Ci si deve adoperare invece per elaborarlo, per dargli una forma, delle dimensioni concrete. Il male deve trovare uno spazio proprio, un ordine logico. Vanno trovate le parole adeguate per esprimerlo, altrimenti rimane un dolore muto, indecifrabile, sotterrato frettolosamente da qualche parte. Il dolore che tace continua a lavorare in un antro oscuro e finisce per diventare una compagnia pericolosa, capace di ubriacarti e di farti commettere qualunque nefandezza.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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