Niente di nuovo sul Fronte OccidentaleDi questa (terza) riduzione cinematografica tratta dalle pagine di Remarque, mi ha colpito soprattutto il gran numero di candidature ai maggiori premi internazionali.
Beninteso: è realizzata benissimo – regia, fotografia, interpreti, colonna sonora -, la solida professionalità del cinema tedesco è una garanzia assoluta. Il motivo di tanto riscontro è dovuto al fatto che questo film ci parla del tempo presente. Appare inevitabile cogliere un'analogia tra la tragedia di un'intera generazione sacrificata ai demoni della Guerra '14-'18 e l'inferno in cui sono stati scaraventati a forza i ragazzi ucraini e russi.
La vita in trincea ti consuma inesorabilmente nel corpo e nello spirito, ieri come oggi. Niente di nuovo, su entrambi i fronti – occidentale e orientale.
 
Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues), di Edward Berger, con Daniel Brühl, Sebastian Hülk, Albrecht Schuch, Anton von Lucke, Devid Striesow (Ger/USA, 2022, 127'). In programmazione su Netflix.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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