La promessa<< Lo ammetto, non mi piace promettere qualcosa >>, esclama Prisca ad un certo punto della discussione. << La promessa è un vincolo insopportabile. Fissa i confini di un futuro che ha un'infinità di variabili >>.
<< Le variabili intervenienti di Lewin, già >>, commento.
<< Io cerco di non fare mai promesse >>, dice Roberto, << e quelle che devo fare per lavoro mi mettono addosso un'ansia terribile >>.
<< Sì, infatti. Viva i marinai! >>, risponde Prisca con un sorriso.
<< Non prometto quasi mai nemmeno io <<, dico rivolgendomi a lei: << al più posso garantire un onesto impegno hic et nunc ma preferisco sentirmi libero di cambiare idea >>.
<< Sì, io mi sento incastrata. E poi mi viene in mente quando, da bambini, ti dicevano "prometti che non lo farai più". È un po' un ricatto >>.
<< Un ricatto, persino una minaccia sospesa. Tutto quello che dici potrà essere usato contro di te. Brrr… >>.

2 risposte a “La promessa”

  1. Avatar rosy
    rosy

    La parola “prometto” mi fa sorridere! Non c’è niente di più instabile e banale.

  2. Avatar Pim

    … e di scivoloso.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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