“Ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio come da sola, e io a correrle dietro. È verso la verità che corriamo, la penna e io, la verità che aspetto sempre che mi venga incontro, dal fondo d’una pagina bianca, e che potrò raggiungere soltanto quando a colpi di penna sarò riuscito a seppellire tutte le accidie, le insoddisfazioni, l’astio che sono qui chiuso a scontare.”
Così Italo Calvino in Il cavaliere inesistente.
Che sia una penna a versare inchiostro come un fiume in piena oppure siano i tasti di un computer a scricchiolare sotto le dita, la scrittura favorisce la ricerca della verità contenuta nel nostro punto di vista. Scrivere significa aprire un dialogo con noi stessi: permette di conoscerci meglio, di elaborare i pensieri e di gestire in modo più adeguato le emozioni. È un processo creativo che si rivela capace di condurre a un cambiamento dell’esperienza di sé e a un incremento dell’autoconsapevolezza. Questa costruzione di senso fatta “a colpi di penna” non è importante solo per comprendere la nostra vita interiore, ma ci aiuta a stare al mondo in maniera più adeguata e a migliorare la qualità delle relazioni.
Non è poco, mi sembra. Forse è tutto.







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