20231017_105526<< Sì, a volte le cose accadono. E quando il cuore si ferma non sempre riprende a battere, com’è successo a me >>.
La notte penetrava dalla finestra aperta, portando con sé il profumo della terra intrisa di pioggia tiepida e di una lunga storia ancora da terminare.
<< C’era qualcosa… oltre? >>
<< Io non l’ho vista quella luce che tanti dicono. Ho percepito solo un’oscurità… come dire… densa, che mi avvolgeva, mi riempiva. Non so altro >>.
<< E poi? >>.
<< E poi sono riemerso, a fatica, come dal fondo di un pozzo buio. Questa è stata la sensazione. Il campo visivo si riapriva, davanti a me c’erano gli infermieri, mamma… E io a chiedermi dove mi trovavo, che ci facevo lì. Ci volle un momento a riprendere piena coscienza. Un momento lunghissimo >>.
<< Cosa si prova quando si… muore? >>.
<< Nulla. Come qualcuno che spegne la luce alle tue spalle: quando te ne accorgi è già successo. Il fatto, però, è che non te ne accorgi e quindi non sai che è successo. E forse non lo saprai mai >>.
<< Hai avuto paura? >>.
<< Quando ho ripreso coscienza? Proprio paura no. Smarrimento… una sensazione di disorientamento, ecco >>.
<< Sai, è difficile da capire… >>.
Uno sbuffo improvviso d’aria fresca sfiorò le lenzuola.
<< Io ho capito una sola cosa: che si tratta di un attimo, e dopo quell’attimo non resta niente della vita. Per questo motivo la vivo meglio che posso, senza staccarmene mai… >>. Alzai lo sguardo, nuvole pallide brillavano nel cielo nero. << Quanto al resto, il mio cuore saprà cavarsela da solo >>.

(photo by Pim)

2 responses to “Il mio cuore”

  1. Avatar rosy
    rosy

    Sei un ragazzo in gamba, Pim, e non dimenticare che su di te hai una protezione speciale.
    Ti abbraccio
    R.

  2. Avatar Pim

    Una protezione speciale? Ne dubito, Rosy, ma a volte ho la tentazione di crederlo.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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