Certe persone si formano un'immagine di me che, in definitiva, rappresenta loro stesse. Soprattutto quando è negativa.

A volte sono enigmistico, mai enigmatico.

Ho sempre pensato – e continuo a credere – di non avere nulla che gli altri possano invidiami. Di converso, non invidio ciò che gli altri sono o possiedono. Questo modo d'essere rappresenta il solo che conosco per vivere serenamente.

Se parli troppo, prima o poi qualcuno verrà a bussare alla tua porta.

Sono contro la logica della colpa. Non esistono colpevoli ma responsabili.

Mi piacciono le persone che non si omologano, che non si conformano alla maggioranza. Gli irregolari, gli outsider, i marginali hanno un qualcosa in più che mi incuriosisce e mi attrae.

Il mio buio resta dentro me.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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