Non potest non peccare, sosteneva Agostino nel De libero arbitrio. L'uomo è schiavo del peccato, condizione in cui è caduto in conseguenza della colpa originale commessa da Adamo. Non siamo capaci di risollevarci da soli, la nostra libertà è soltanto quella di compiere il male. Siamo una massa dannata votata alla condanna eterna, Dio sceglie e salva unicamente quelli che vuole mercé un atto di grazia.
E allora, non potendo non peccare, facciamo in modo che ne valga la pena!
Eheh… Il peccato, di Heinrich Lossow, olio del 1880: a dire il vero è un’immagine trovata per caso ma che credo significativa: la passione carnale supera le inferriate (fisiche e metaforiche) poste dalle regole della religione cattolica.
Ciao Marco.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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