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"Quel giorno, dunque, mi trovavo a Gubbio per trarre coraggio e fiducia alla vista delle grandi opere dell'uomo… Mi ero inerpicato per una ripida stradina e dopo aver imboccato una via laterale quasi pianeggiante mi ritrovai inaspettatamente davanti alla costruzione più imponente della città, il medioevale Palazzo dei Consoli. Quella vista pose fine a ogni pensiero. Salii sulla grande terrazza, ridiscesi, osservai e ammirai. E per quel giorno la meraviglia fu tutto. La grandiosa, quasi temeraria audacia di questa architettura produce un effetto assolutamente sbalorditivo e ha qualcosa di inverosimile e conturbante. Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale e bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra."
 
(Hermann Hesse, 1907. Photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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