<< Dobbiamo abbandonare l'aggressività che teniamo dentro >>, esorta Dakini portando le mani aperte al petto. << Proviamo ad aprirci, a rinunciare alla nostra territorialità, a spogliarci della possessività. Solo così possiamo creare un ambiente di pace e di comprensione reciproca >>. Il suo eloquio non è perfetto, ma il tono di voce espressivo rende chiaro il suo pensiero. << Certo >>, prosegue, << dobbiamo correre il rischio di apparire ingenui, dobbiamo essere disposti ad apparire come persone poco sagge. Ma accettare la propria ingenuità non è di per sé un segno di saggezza? La vera saggezza sta nella capacità di riconoscere i propri limiti e di accettarli >>.
<< Sono considerazioni che sento molto mie >>, le rispondo. << Due cose in particolare. Anzitutto l'abbandono dell'aggressività, che è una tentazione in cui cado quando vengo provocato. E poi l'accettazione del fatto che posso comportarmi come uno sprovveduto: succede ed è bene che ne sia consapevole se voglio evitare conseguenze dannose ma, soprattutto, per la mia crescita interiore >>.








Rispondi