Io io e l'asino mioL'egocentrismo è tremendo. Commento un fatto di cronaca e le persone mi rispondono riportando le esperienze personali, di solito a sproposito, fuori contesto.
Questa malsana abitudine sembra ormai un riflesso condizionato. Non importa la gravità o l'importanza del tema in discussione: ogni evento viene filtrato attraverso una prospettiva privata, come se non esistessero storie e vissuti oltre il proprio piccolo universo. Ci si riduce a compilare un mosaico di monologhi del tutto scollegati dalla realtà.
Ogni discorso inizia con io. Io io e l'asino mio, si diceva una volta.
Non si riesce mai a guardare al di là del proprio naso: l'ego sta sempre in mezzo e ingombra l'intelletto.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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