L'accettazione delle cose inaccettabili, che sento ingiuste. Le cose impensabili, quelle con cui non posso venire a patti. È l'unica soluzione. In questo momento della vita non vedo altra scelta possibile.
Non si deve sempre pensare al peggio – anzi, non bisogna proprio pensarci – ma al peggio è meglio prepararsi.
Non so come sarà e non so cosa farò. Vivo il momento.
Le lacrime evaporano e si asciugano rapidamente. Resta il segno del percorso che scava rughe impercettibili, permanenti, definitive.
La malattia ci segna anche nel cuore ed è normale averne paura. È umano aver paura ma è importante trovare una linea di difesa.
Mi resta soltanto il tempo per essere felice.
Ride the tiger.







Rispondi