L'accettazione delle cose inaccettabili, che sento ingiuste. Le cose impensabili, quelle con cui non posso venire a patti. È l'unica soluzione. In questo momento della vita non vedo altra scelta possibile.

Non si deve sempre pensare al peggio – anzi, non bisogna proprio pensarci – ma al peggio è meglio prepararsi.

Non so come sarà e non so cosa farò. Vivo il momento.

Le lacrime evaporano e si asciugano rapidamente. Resta il segno del percorso che scava rughe impercettibili, permanenti, definitive.

La malattia ci segna anche nel cuore ed è normale averne paura. È umano aver paura ma è importante trovare una linea di difesa.

Mi resta soltanto il tempo per essere felice.

Ride the tiger.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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