Fixed – Un’ultima avventura (Fixed), di Genndy Tartakovsky (USA, 2025, 87′). In visione su Netflix.
Bull è un cagnolotto dal carattere esuberante e che manifesta irrefrenabili pulsioni sessuali. Quando scopre di essere destinato a una visita dal veterinario fornito di bisturi che gli leverà la libido, decide di vivere un’ultima memorabile avventura. Bull si unisce a un gruppo di amici a quattro zampe, piuttosto scombinati pure loro, e insieme si lanciano in una notte folle, zeppa di situazioni comiche, equivoci e momenti decisamente sopra le righe.
Fixed si distingue nel panorama dell’animazione per la scelta stilistica dichiaratamente retrò: i disegni sono realizzati in 2D, senza alcun ricorso alla CGI, richiamando così l’estetica dei cartoni di un tempo. La storia è punteggiata di gag sfrontate e battute sboccate che sbarellano sovente in una grevità verbale dichiaratamente compiaciuta. Proprio questi elementi, che potrebbero essere considerati dei difetti, finiscono tuttavia per diventare veri punti di forza. L’ingenuità e l’indecenza rappresentano infatti un efficace antidoto all’omologazione, non solo grafica ma anche culturale, con la quale il mondo contemporaneo (non solo quello dell’animazione) pretende di castrare la nostra unicità.








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