Impiccioni e rosiconi!

Col tempo sono giunto a una conclusione: è meglio che i parenti, congeniti e acquisiti, non abbiano accesso ai miei scritti. Cerco, per quanto possibile, di evitare che riescano persino a rintracciarmi. La ragione è semplice: scrivere ci espone, ci rende vulnerabili, lascia intravedere le parti più tenere (anche quando si parla di cinema o, nel tuo caso, di danza e teatro): certa gente non aspetta altro che giudicare, sapendo di poter ferire. I commenti sprezzanti degli estranei non mi toccano più di tanto, basta bannarli e non ne resta segno. Invece, la curiosità malsana di chi ci è vicino porta sempre a intromissioni indebite e a critiche fuori luogo. Possono davvero far male, tuttavia non è questo il punto. Io trovo che non ci sia nulla di più irritante che mettersi a spiegare per filo e per segno, quindi a giustificare, ogni singola parola. In tali circostanze, mi sono risparmiato il fastidio di rispondere a quelle che sembravano pure e semplici provocazioni. Non vedo il motivo per cui dovrei rendere conto di ciò che scrivo. La verità è che certe persone sono come rifiuti tossici che inquinano il libero pensiero. E allora via, sciò, raus, girate al largo, impiccioni e rosiconi!

(16 ottobre 2025, corrispondenza personale. Photo by Pim)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Dicembre 2025
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere