“La piena accoglienza di tutto”

La memoria è una storia che cambia ogni volta che la racconti.

Non incontri mai la stessa persona, anche quando è la stessa persona. Ogni incontro è unico.

La parte bambina di me ama parecchio i film di animazione. E allora, perché non renderla felice?

Dobbiamo assomigliare il più possibile all’idea che abbiamo di noi stessi.

Non siamo servi del desiderio altrui ma padroni del nostro.

Ciò che fai per amore di te stesso non può che renderti un essere migliore. Vindica te tibi, et tempus quod adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut excidebat collige et serva. (Seneca)

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.
(Isabelle Eberhardt)

Le onde del mare sono belle, non hanno preoccupazioni.

Solo la realtà che non si rivela mi attrae, perché non ha limiti né confini.

I miei occhi azzurri spalancati su tutto.

Come scrive Chandra Livia Candiani in I visitatori celesti: “La pace non è la quiete, è la piena accoglienza di tutto”.

(Nizza, 2 gennaio, photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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