Da qui l’infilata di palazzine ed alberghi non si vede quasi più, sostituita da un ricamo di stabilimenti balneari prossimi alla riapertura. Alle spalle ho lasciato i rumori della strada, ritrovando finalmente il suono dei passi lungo il litorale. L’aria sa di alghe e salsedine che inondano di libertà il respiro.
Mi distendo sulla sabbia ancora umida mentre il sole comincia a scaldare la riviera. Sento la pelle farsi ruvida come il legno di una barca che attende la marea. Non penso a molto, forse a niente, e lentamente lascio andare la malinconia, come se la realtà perdesse peso.
Il libeccio allontana gentilmente le nuvole, anche quelle della memoria, facendole sbiadire nell’azzurro profondo. Chiudo gli occhi. La luce filtra tra le palpebre abbassate mentre il mio corpo pallido sembra sciogliersi in un dolce abbandono.
(Cesenatico, 9 maggio, photo by Pim)








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