photo by Pim

Da qui l’infilata di palazzine ed alberghi non si vede quasi più, sostituita da un ricamo di stabilimenti balneari prossimi alla riapertura. Alle spalle ho lasciato i rumori della strada, ritrovando finalmente il suono dei passi lungo il litorale. L’aria sa di alghe e salsedine che inondano di libertà il respiro.

Mi distendo sulla sabbia ancora umida mentre il sole comincia a scaldare la riviera. Sento la pelle farsi ruvida come il legno di una barca che attende la marea. Non penso a molto, forse a niente, e lentamente lascio andare la malinconia, come se la realtà perdesse peso.

Il libeccio allontana gentilmente le nuvole, anche quelle della memoria, facendole sbiadire nell’azzurro profondo. Chiudo gli occhi. La luce filtra tra le palpebre abbassate mentre il mio corpo pallido sembra sciogliersi in un dolce abbandono.

(Cesenatico, 9 maggio, photo by Pim)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Maggio 2026
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere