photo by Pim

Noi viviamo nel tempo presente, noi siamo il tempo presente. I pensieri tendono a sfuggire avanti e indietro, nel futuro o nel passato, ma il nostro corpo conosce solo il qui e ora.

Rispetta abbastanza te stesso da abbandonare e lasciare alle spalle tutto ciò che non ti è necessario, non ti fa crescere, non ti rende felice. Come recita il Vangelo di Matteo (Mt 10,14): “Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.“

Bisogna apprendere dalle esperienze, anche da quelle negative, ma poi dobbiamo imparare a liberarsi da esse. Continuare a ricordare un errore commesso è come portare un peso inutile nella mente.

La vita va vissuta in tutta la sua pienezza, senza risparmiarsi, senza rinunciare alle esperienze che abbiamo la possibilità di fare, accogliendo ciò che ci capita con misura ed equilibrio. Io ci provo, ecco…

Vivere il momento con consapevolezza, prestare attenzione al nostro corpo (che conosce solo il presente), alle attività che stiamo compiendo, al cibo che assaporiamo, agli oggetti che tocchiamo, agli odori che respiriamo… Ed essere grati a chi, ogni tanto, ci ricorda di farlo.

(photo by Pim. The Museum of Broadway, NYC, agosto 2024)

7 risposte a “Io ci provo”

  1. Avatar Nemesys

    Sono più che mai d’accordo che il presente è l’unico luogo in cui possiamo davvero abitare.
    E’ importante comprendere il lasciare andare ciò che pesa e di restare fedeli a ciò che ci fa crescere.
    Bisogna imparare a vivere con attenzione, a riconoscere il corpo come bussola del “qui e ora”, e a ringraziare chi, ogni tanto, ci riporta gentilmente a noi stessi. Un piccolo esercizio di libertà quotidiana.
    Bel testo complimenti.

    1. Avatar Pim

      Grazie Nemesys, sei molto gentile. Il post nasce da alcuni pensieri raccolti in tempi diversi non per dispensare perle di saggezza (lungi da me!) ma come promemoria per superare certi impasse esistenziali. Io ci provo, appunto: a volte riesco, altre no 🙂

      1. Avatar Nemesys

        Ciao se vuoi e ti fa piacere puoi chiamarmi
        Giusy che è il mio nome.

      2. Avatar Pim

        Grazie Giusy, mi fa molto piacere. Io sono Paolo, questo è il mio nome quando non mi celo sotto le mentite spoglie di Pim 🙂
        Ti auguro un buon sabato sera.

      3. Avatar Nemesys

        Allora, piacere Paolo. Che sia una piacevole serata anche a te.

  2. Avatar Cinzia*

    l’accoglienza è una qualità di Dio…
    essere accoglienti verso se stessi… verso l’altro… ci fa bene… e fa bene…

    molto bella e solare la tua foto…

    buon nuovo giorno… 😁☀️ Paolo!

    1. Avatar Pim

      Grazie Cinzia, contraccambio di cuore – scusa il ritardo ma, prima o poi, arrivo 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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