Sappiamo che un film, visto in tempi e luoghi diversi, può dirci cose diverse. E che può dire cose diverse ad ognuno di noi.
Ma rimane sempre il medesimo film?
Evidentemente, sì.
Sembrerebbe innegabile.

Dentro di noi, laddove i sensi ed il cervello si scambiano infiniti messaggi, sappiamo invece che non è così.
Qualcosa di mutato c’è. Anche se è difficile definire cosa.
C’è uno scarto, sia pur minimo.
Che però è essenziale.

Somiglia molto a come siamo fatti noi.
Apparentemente sempre uguali, ma ogni giorno un po’ diversi.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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