Esploro la sua assenza come fosse un segreto intrecciato ad ali di cigno. Come l’aroma del kahve, come una danza Oyun, come castelli di cotone, come stelle sparse sulle lenzuola.

Una luce improvvisa scintilla sull’orlo delle nuvole, un bagliore fulmineo, un riflesso dorato. Nell’aria una vibrazione, uno spiffero, uno spruzzo, una melodia. Lo sguardo si leva al cielo e si perde nel vento dell’Egeo, a tessere un viso dai lineamenti d’incenso, capelli di seta sulle spalle sottili, una tunica bianca stretta ai fianchi, le mani allacciate davanti al pube.

Un fiore d’ipomea galleggia nello stagno.

Ad occhi chiusi mi rispecchio in lei, accarezzato da un sorriso.

Seni seviyorum

Il tempo gira intorno e ci racchiude come fosse carta da zucchero.

(Kemer/Antalya, agosto 2005)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Febbraio 2006
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere