"La famiglia è un'arma: puntala nella direzione sbagliata e finirai con l'uccidere qualcuno".
(H. Hartley, Trust)
"La famiglia è un'arma: puntala nella direzione sbagliata e finirai con l'uccidere qualcuno".
(H. Hartley, Trust)
Vero, vero, vero.
Il guaio è che non ti insegnano come puntarla per non farti e fare del male!
Un’osservazione interessante.
Per caso è un’allusione al mio post? 🙂
dragor (journal intime)
caro Pim,
confesso che entro sempre nel tuo blog x vedere la foto.
Detto questo, vorrei parlare di famiglia e di bambini in particolare.
A me piacerebbe che la vita dei bambini fosse il più possibile semplice e – uso un termine odioso – normale (cerca di capire).
Ora, parlo della mia nipotina.
Fine III media: mega festa di classe della durata di una settimana (con cena, regali a destra e manca, video clip, gita all’acqua fan…). Apoteosi.
Ma che è?
Saggio di ginnastica. UN paio di decenni fa, i saggi erano saggi, ok, un’ora stai lì e guardi quello che i pargoli hanno imparato. Applauso, bene, bravi.
Oggi: serata iper. Da una settimana alcune mamma stanno cucendo quintali di costumi. Per vedere mia nipote che fa il saggio devo pagare un biglietto. Le ragazzine – alla fine di un anno di ginnastica – CANTERANNO COME DELLE SOUBRETTINE.
Scusa Pim,
sono io che sono isterica?
Ecco il racconto che mi fa mia cognata un’ora fa:
‘Mi alzo, cerco il diario di mia figlia per scriverci il permesso di entrata in ritardo (Elena dorme perché il saggio ieri è finito tardi).
Trovo la giustificazione di ieri (uscita in anticipo x le prove del saggio) e le due righe della maestra sotto (così anticipa le vacanze).
Mi arrabbio e ho voglia di rispondere ‘per le rime’ (mi ritengo una persona discretamente seria che non prende in giro gli insegnanti e la figlia) ma mi fermo: altre volte è successo qc di simile e poi ci sono state ritorsioni su Elena. Lascio perdere.
Devo fare un’ora di supplenza, ragazzi stufi, lunatici. Mi propongono di guardare un dvd. Va bene. Ma l’unico lettore libero è quello nell’auletta x handicappati (…).
Entro. Due insegnanti di sostegno chiacchierano tra loro e una ragazzina handicappata è seduta senza far niente. Chiedo di poter usare il video x un’ora, negoziati, ma sì, ma no. La ragazzina può rimanere x me. Ma niente, le tre escono.
Il film fa schifo.
Dopo 15 min entrano tre ins di sostegno con tre handicappati. Altra discussione: non così non si può, ma io ho chiesto, ma non è possibile, questa è la nostra terra, solo mezz’ora, ecc..
Rimangono 10 min parlando ad alta voce (eufemismo) di un problema relativo a delle foto ad ritagliare. Escono senza salutare’.
Cara Camilla, per quanto riguarda la fotografia ti ringrazio e giro i complimenti a mia mamma… 🙂
Per il resto, secondo me sei tutt’altro che isterica. Anzi, hai ragione ad indignarti. Il problema dei bambini di oggi sono i genitori. I quali investono su di loro in maniera eccessiva, facendone spesso dei piccoli mostri con un ego che è una mongolfiera. E insorgono se gli insegnanti non li giudicano dei piccoli geni (pure quando sono degli autentici storditi).
Mi chiedo: quando saranno adulti, riusciranno a sopportare gli inevitabili scacchi esistenziali?
non lo so Pim, ma è un vero casino.
Secondo me è tutto tremendamente difficile.
Guarda, mi fermo qui.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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