Fingerpicking, con grazia. Una cascatella di note come la pioggia sui vetri.
Di rimando, mentre il giorno abbandona la scena.

Stasera l’aria è fresca
potrebbero venirmi dei pensieri,
più dolci del vino che bevi
più chiari delle tue risposte.

Paola aveva un’amica
speranza sopra di lei
e i passi del suo amante
non fanno molto rumore.

Stasera l’aria è fresca
potrebbero venirmi dei pensieri,
più dolci del vino che bevi
più chiari delle tue risposte.

Non pensava alla rivoluzione,
non aveva molti problemi
e la sua casa era grande
per una persona sola.

Stasera l’aria è fresca
potrebbero venirmi dei pensieri,
più dolci del vino che bevi
più chiari delle tue risposte.

Ma sui fotoromanzi
le storie finiscono sempre bene
e forse anche il tuo uomo
ritornerà gentile.

Stasera l’aria è fresca
potrebbero venirmi dei pensieri,
più dolci del vino che bevi
più chiari delle tue risposte…

(G. Kuzminac)

2 responses to “Stasera l’aria è fresca”

  1. Avatar barbara

    Voi che dolci poesie generate,
    voi che fantastiche note
    sibillate,
    oh voi ch amate,
    lasciate che anche
    i miei baci godano
    del vostro nettare.
    Lasciate ch io ami
    ogni movimento,
    ogni vostro dire,
    ogni vostro chiedere.
    Ma lasciatemi la libertado parlare
    la dove mi sentiro

    come un uccello in gabbia,
    ladove i miei figli
    ne chiameranno in bisogno.
    oh labbra lasciatevi amare,
    ma nn m offendete se
    oggi scelgo un ideale
    ai vostri baci,
    una bandiera
    ai vostri baci,
    la liberta
    dei miei figli..
    ai vostri baci…….
    la morte……..
    alle vostre catene!!!!

  2. Avatar Pim

    Grazie per la poesia, Barbara.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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