Stamattina si respira un’euforia leggera. Il traffico scorre tranquillo, per strada la gente si saluta con ampi gesti, nei luoghi di lavoro ci si attarda a chiacchierare spensierati.
Stamattina si respira un’euforia leggera. Il traffico scorre tranquillo, per strada la gente si saluta con ampi gesti, nei luoghi di lavoro ci si attarda a chiacchierare spensierati.E’ vero, dopo l’abbuffata e il grande strombazzare di ieri sera, stamattina l’atmosfera é stranamente sorniona. Ciao,http://pieromasia.blog.lastampa.it
Si smaltiscono i postumi della sbornia; o forse si ritorna lentamente all’età adulta.
Piacevole questa atmosfera di buon umore che si respira..
Un’iniezione di fiducia, sana allegria, ottimismo e speriamo di buon auspicio per tutto. Anche se questo paese ormai ci ha abituato a soffrire fino all’ultimo..
Ciao Pim!
Betta
“abituati” pardon :)) è il sonno…
anche io questa mattina, tornando al lavoro, mi son sentito buono. Ho accarezzato , entrando, il portiere dell’edificio e ho baciato amorevolmente il barista che mi porgeva il cappuccino. Che notte ragazzi!!! Che felicità!! Che gaudio!! Vorrei non finisse mai. Sto impazzendo dalla gioia.
anche io questa mattina, tornando al lavoro, mi son sentito buono. Ho accarezzato , entrando, il portiere dell’edificio e ho baciato amorevolmente il barista che mi porgeva il cappuccino. Che notte ragazzi!!! Che felicità!! Che gaudio!! Vorrei non finisse mai. Sto impazzendo dalla gioia.
ahahahah veramente simpatico Max! Fortunato che oggi… mi gira bene!!!! 😉
Betta
Abituato o abituati… credo si possa scrivere in entrambi i modi.
In quanto al sonno, sto letteralmente anch’io dormendo in piedi.
Ciao Betta.
Sei talmente su di giri, Max, che hai persino postato due volte! Repetita iuvant. Chissà quando ci ricapiteranno momenti come questi…

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
Rispondi