Ppp Da molto tempo la nostra cultura ha mestamente relegato ai propri margini il pensiero e le opere di PPP. Eppure la sua presenza, intensa e appassionata, ha avuto un posto di rilievo nelle vicende degli intellettuali italiani del Novecento: per il tentativo di restituire all’arte una funzione civile, per l’esplorazione tormentata delle tematiche dell’io (anche negli aspetti più narcisistici) e dell’eros (nell’esaltazione e nell’angoscia, sino al legame stretto con la morte). In tutti i suoi lavori (sia letterari, sia cinematografici) c’è la lucidità di un profeta che annunciò con largo anticipo – e con la consapevolezza di non poterlo evitare – ciò che stava per capitarci: la trasformazione antropologica del cittadino italiano in consumatore, l’omologazione culturale, lo sviluppo senza progresso…

Pasolini scelse la parte scomoda di chi non si limita a registrare i fenomeni del proprio tempo, ma da protagonista provocò e attaccò in prima persona. Per tale scopo utilizzò differenti forme di comunicazione, affiancando e quindi sostituendo alla poesia i giornali e il cinema. La sua tragica e oscura morte ci ha privato di un grande intellettuale che si era ritagliato un ruolo di alternativo, di eretico rispetto a qualsiasi forma di ortodossia. Ne ha accentuato le connotazioni di personaggio provocatorio, facendone (in positivo o in negativo) l’emblema di un’epoca e di un clima culturale. Ma non ha favorito la lettura critica della sua opera. La vita di Pasolini si è chiusa con una parola impossibile che ora più nessuno intende.

4 risposte a “Le ceneri di Pasolini”

  1. Avatar montgolfier

    ciao
    io non lo conosco molto, ma da quel poco (e le tue parole confermano la mia impressione) ha incarnato proprio una figura di cui avremmo molto bisogno.
    Un pensiero che prescinda da magliette e uniformi, da chiese che non sono solo quelle della religione.
    Abbiamo bisogno di guardarci allo specchio, di confrontarci seriamente ma con serenità con le nostre ombre.
    Non di avere sempre il volume degli slogan al massimo, a impedire che le orecchie sentano il rosicchiare, inevitabile, dei tarli.
    Un saluto
    Mont

  2. Avatar cate

    Anch’io non lo conosco a fondo, però ho visto sue interviste alla tv che mi hanno svelato il ritratto di un uomo colto, schivo e pacato, che però aveva il coraggio di “andare contro” senza gridare.
    Una grave e prematura perdita per la cultura, in senso ampio, italiana.
    Cate

  3. Avatar Pim

    La morte tragica di PPP ne ha accentuato le connotazioni di personaggio provocatorio. Tuttavia era anche un uomo di una vitalità straordinaria, che si è buttato nella mischia, che si è sporcato le mani. Molte delle sue intuizioni sono il risultato di un’esistenza di slanci e di eccessi.
    Ci ha lasciato un’eredità importante, letteraria e cinematografica: è la nostra fortuna, e il nostro rimpianto. Ma in questa società del benessere apparente – in cui l’opinione pubblica non desidera altro che essere raggirata – a chi può ancora interessare il pensiero scomodo di una Cassandra dei nostri tempi?

  4. Avatar cate

    A me si, ad esempio.
    Ma, purtroppo, capisco cosa vuoi dire…………
    Un abbraccio
    Cate

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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