Giunti nei pressi della riva del fiume, si sedettero su una panchina all’ombra. Lei, bionda di capelli spettinati, pelle trasparente, camicia di seta bianca, profumo leggero di tè. Tra la gente di passaggio nel parco cercava di rintracciare il proprio sguardo sperso nella brezza. Sulle spalle lui pose una carezza, come per assicurarsi che non sparisse all’improvviso. Indovinava forse la traiettoria divergente che avevano preso i suoi pensieri? Lei distese sul volto un sorriso dissimulatore e rilasciò la nuca all’indietro, guardandolo da sotto in su. Gli voleva bene, come una quieta giornata d’autunno che trattiene il sole tra i rami, e veniva ricambiata con persuasiva intensità. Ma non sapeva spiegarsi dove e in quale momento si era spezzato quel filo delicato che li aveva uniti, i cui capi ora ciondolavano inerti dalle loro mani.

In fondo alla borsetta, intanto, il cellulare raccoglieva messaggi d’amore nei quali si chiudeva segreta la speranza di una possibile felicità. Da essa lei traeva il nutrimento necessario per rigenerare quotidianamente la fiducia nelle proprie forze, in un avvenire in cui riconoscersi. Si domandò allora per quanto sarebbe riuscita ad accettare che le due parti remote di sé rimanessero scisse. E quale giustificazione avrebbe trovato per quella che doveva necessariamente soccombere. D’istinto portò una mano sul cuore, affinché non si raffreddasse.

(Agosto 2006)

8 responses to “La mano sul cuore”

  1. Avatar Prishilla

    Bello, bello, bello. Scrivi anche di lui?

  2. Avatar Pim

    Di lui chi? Dell’uomo presente o di quello – per così dire – assente?

  3. Avatar marta
    marta

    Pim, scrivi troppo bene!! Per te un cartellino giallo!!

  4. Avatar Pim

    Quindi al prossimo vengo espulso?

  5. Avatar lara
    lara

    beh, certo..
    il problema però è (anche ) un altro. Dopo che leggo queste tue pagine, non riesco a scrivere niente, mi sembra di essere una badilatrice. E’ come quando leggevo tempo fa le tue querelle epistolari: c’è un abisso di scrittura tra te e… molta gente…

  6. Avatar Pim

    Ti ringrazio per il complimento. Però, in verità, c’è anche tra me e moltissimi altri. Diciamo che sto nel mezzo…
    E non penso che tu sia una badilatrice.
    Ciao.

  7. Avatar Prishilla

    Pensavo a quello presente, ma anche l’altro… perchè no!

  8. Avatar Pim

    È un’idea, potrei provarci, perché no…
    Dell’altro invece ne parlo già, quasi tutti i giorni 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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