De_chirico_ettore_e_andromaca Lo so. La notte ti risvegli e l’angoscia t'impedisce di riprendere sonno. Il pensiero è uno solo, lui. Sei indignata, ti ha mancato di rispetto, provi risentimento per il modo in cui ha gettato via gli anni trascorsi insieme. Vorresti cancellarlo, però è difficile, così, all’improvviso. Sei smarrita, hai paura. Ma lui non è con te. È nei miei occhi che i tuoi occhi riversano tutte le lacrime. Lasciati andare. Sbatti i pugni contro il mio torace, grida il tormento che hai dentro. E poi immergi il volto tra le mie braccia, appoggiami il seno addosso, respira profondamente. Sento il cuore che pulsa. Sento che puoi ancora sognare. Amare.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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