Si stende la strada sino al tramonto
La sera arriva e compare all’istante
Una notte oscura di nuove domande
E affanni che spiegano verso il domani.
Se io fossi un poeta, amore mio caro,
Avrei già annegato nel vino ogni incubo
Avrei già disperso queste pagine bianche
E sarei rinchiuso dentro una cassa di legno.
Ma vivo per scrutare ancora il letto del mare
E con la cannuccia aspirarne la rena
Vivo per sognare sdraiato in pieno sole
La vela rigonfia di una barca nel porto
Per perdermi pigro nell’entroterra bruciato
Per braccare lucertole tra muri sbrecciati.
Vivo per desiderarti di fame e di sete
Scrutare discosto quel flessuoso sculettare
Per lambirti la bocca come il vento tra i rami
E lusingare il tuo sesso di spudorati piaceri.





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