Si stende la strada sino al tramonto
La sera arriva e compare all’istante
Una notte oscura di nuove domande
E affanni che spiegano verso il domani.
Se io fossi un poeta, amore mio caro,
Avrei già annegato nel vino ogni incubo
Avrei già disperso queste pagine bianche
E sarei rinchiuso dentro una cassa di legno.
Ma vivo per scrutare ancora il letto del mare
E con la cannuccia aspirarne la rena
Vivo per sognare sdraiato in pieno sole
La vela rigonfia di una barca nel porto
Per perdermi pigro nell’entroterra bruciato
Per braccare lucertole tra muri sbrecciati.
Vivo per desiderarti di fame e di sete
Scrutare discosto quel flessuoso sculettare
Per lambirti la bocca come il vento tra i rami
E lusingare il tuo sesso di spudorati piaceri.

4 responses to “Il poeta”

  1. Avatar Giulia

    Come sempre molto bella, ciao Pim buona giornata Giulia

  2. Avatar Betta
    Betta

    Welallallaaa!

  3. Avatar anecòico

    Pim, continui a stupire! Bene.
    http://cattivamaestra.blog.lastampa.it

  4. Avatar Pim

    Un po’ di erotismo, va’…
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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