A_day_in_the_life A Day in The Life, che conclude Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (album uscito esattamente quarant’anni fa, il 1 giugno 1967), è il capolavoro della coppia Lennon–McCartney. Mette in risalto le doti compositive del primo, più attento all’attualità, alla sperimentazione, e il lirismo incline alla malinconia del secondo. Rappresenta inoltre un esempio inedito per nuovi sviluppi della forma-canzone che, di lì a poco, sarebbero diventati una moda. Registrato a partire dal gennaio 1967, il brano si struttura come un sogno ad occhi aperti fatto nelle prime ore del mattino, quando siamo ancora nel dormiveglia e cerchiamo di tornare alla dimensione protettiva del sonno. Procede per libere associazioni, immagini slegate e nuclei narrativi giustapposti, articolandosi intorno ad una struttura circolare.

I read the news today, oh boy About a lucky man who made the grade And though the news was rather sad Well I just had to laugh I saw the photograph. He blew his mind out in a car He didn't notice that the lights had changed A crowd of people stood and stared They'd seen his face before Nobody was really sure If he was from the House of Lords. I saw a film today, oh boy The English Army had just won the war A crowd of people turned away But I just had to look Having read the book. I'd love to turn you on…

La prima sezione, scritta e cantata da John, prende spunto dalla morte in un incidente stradale dell’amico Tara Browne, erede della famiglia Guinness, figlio di un noto membro della Camera dei Lord. L'accenno al riso (well i just had to laugh) si spiega come un effetto di straniamento, provocato dal fatto che i media avevano dato scarsissimo risalto alla notizia. I versi successivi (I saw a film today, oh boy…) riprendono l’esperienza di John come attore in How i won the war, satira antimilitarista diretta l’anno precedente da Richard Lester. Il ritornello, inserito a completamento, fece cadere la scure della censura sulla canzone in molti Paesi. I'd love to turn you on suona infatti come “vorrei eccitarti”, oppure "sarei felice di farti sballare", alludendo al consumo di droga. È un’evidente provocazione, giocata sull’ambiguità dell’espressione, e i Beatles erano probabilmente consapevoli di compiere un’operazione azzardata.

Woke up, fell out of bed Dragged a comb across my head. Found my way downstairs and drank a cup And looking up I noticed I was late. Found my coat and grabbed my hat Made the bus in seconds flat Found my way upstairs and had a smoke Somebody spoke and I went into a dream.

La sezione centrale, composta e cantata da Paul, si rifà ai suoi ricordi adolescenziali, quando si affrettava verso l’autobus diretto a scuola sul quale, fumando una sigaretta senza filtro, s’immergeva per un po' nei pensieri. L’ultima parte, che segna il ritorno di John, è la più enigmatica.

I read the news today, oh boy Four thousand holes in Blackburn, Lancashire And though the holes were rather small They had to count them all Now they know how many holes It takes to fill the Albert Hall. I'd love to turn you on…

I malpensanti interpretarono four thousand holes in Blackburn, Lancashire come un riferimento all’eroina. Si tratta invece di un raffinato gioco di parole, un limerick, a partire da un trafiletto del Daily Mail, che riassume bene tutto il gusto di Lennon per il nonsense.

La musica è pensata per accompagnare i repentini cambi d’umore e i salti logici dei protagonisti. George Martin realizzò un arrangiamento particolarmente elaborato, che prevedeva un’orchestra sinfonica di quarantuno elementi ed effetti acustici innovativi per i tempi (sia pure utilizzando un semplice registratore a quattro piste). Per il crescendo finale, quasi una sensazione di galleggiamento, Martin non diede ai musicisti una partitura scritta, si limitò solamente ad assegnare le note più alte e quelle più basse da suonare: fra le une e le altre, ciascuno avrebbe dovuto improvvisare. Il risultato fu, come disse John, “un suono che partiva dal nulla e che arrivava alla fine del mondo”. A chiudere il brano (e l’album) come un sarcofago, un accordo in sol suonato da tre pianoforti. E, tocco conclusivo, una nota da 20000 Hz che solo i cani sono in grado di percepire.

19 risposte a “A Day in the Life”

  1. Avatar anecòico

    Ormai è questa la nuova musica classica! 🙂
    anecòico [CattivaMaestra]

  2. Avatar Pim

    Vero. Tra l’altro i Beatles ripresero (consapevolmente?) molti temi della musica barocca inglese. Sono stati accostati a Purcell, eseguiti in concerto con Monteverdi, Satie…

  3. Avatar donnanonmoderna

    E io non ce l’ho? Come è possibile… devo cercare subito di averlo…lo voglio!
    Carmela

  4. Avatar Giulia

    Concordo che questa è diventata la nuova musica classica. bel post Pim Ciao Giulia

  5. Avatar Fabio

    Se penso alla musica classica penso a Beethoven, ma quando penso alla musica leggera mi vengono immediatamente in mente i Beatles che, ancor oggi, influenzano il modo di far musica di tanti artisti. Dopo i Beatles, per originalità, mi hanno colpito soprattutto i Dire Straits. Buona domenica, Fabio.

  6. Avatar cate

    I Beatles sono un altro pianeta! Sono il punto di riferimento di migliaia di gruppi e compositori.
    Ho dato la mia tesi sull’influenza della musica nei bambini in età pre-scolare ed è scaturito che il pezzo che i bimbi (anche quelli ancora nella pancia della mamma) amano di più è “Hey Jude”.
    Un bacione
    Cate

  7. Avatar Pim

    Ciao Cate. In effetti Paul compose “Hey Jude” pensando al figlio di John, Julian (il titolo originale era “Hey Jules”).

  8. Avatar cate

    Si, ho visto un’intervista del figlio che raccontava il “peso” di crescere con una canzone così bella ed importante dedicata a lui…
    Pensa che nella mia ricerca (durata 2 anni) per la mia tesi, ho riscontrato che ai bambini non piacciono istintivamente le canzoni per bambini. Amano maggiormente temi ed arie più complesse basta che ispirino serenità (insomma per intenderci non apprezzano l’heavy metal)ci sono mamme che hanno imparato alcune canzoni, tra le quali “Hey Jude” per cantarle come ninna nanna ai bimbi dato che avevano notato che l’apprezzavano molto…
    Cate
    A proposito, Jude Law si chiama così perché ai suoi piaceva la canzone…
    😉

  9. Avatar massimo
    massimo

    Piccolissima curiosità: in “A day in the life” si sente suonare anche un orologio… Grazie Beatles!!!

  10. Avatar massimo
    massimo

    Vorrei porre una domanda a chi scrive in questi spazi, ovverosia: “Vi è qualcuno che ha apprezzato la celebrazione dei quaranta anni del “Sgt. Pepper’s …” svoltasi a Roma la settimana scorsa?”
    Io l’ho trovata ridicola e di pessimo gusto!!!
    Saluti a tutti, “All You Need is Love”

  11. Avatar massimo
    massimo

    Per Carmela: il cd della “Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper” (solo il titolo è davvero innovativo) lo trovi dappertutto ma vedi di rinvenirne il caro e vecchio disco in vinile (costo attuale nel 2007: dai 20 ai 23 euro, prezzo nel 1967: tra le tremila e temiladuecento lire!!!): lo apprezzerai molto di più, a cominciare dalla copertina. Ti fumerà il cervello nel cercare di riconoscere, senza aiuto, tutti i personaggi raffigurati e … per le simbologie e metafore presenti potremmo riparlarne in seguito. Ciao
    A proposito di vinile: a Cardiff sta per chiudere il più vecchio negozio di dischi del mondo: ha più di cento anni.
    Se ha già chiuso, purtroppo, ciò significa la fine della Musica (con la emme maiuscola)!!!

  12. Avatar donnanonmoderna

    Io ho conservato un po’ di dischi in vinile ma non ho più dove ascoltarli, il povero giradischi mi ha lasciato qualche anno fa!
    Come erano belli! Ne ho uno bianco di plastica con inciso MICHELLE dei Beatles, credo che sia una cover, si dice così?
    ciao
    Carmela

  13. Avatar Pim

    Ciao Massimo. Sì, la sveglia precede la sezione di Paul: “Woke up, fell out of bed…”. C’era la moda, proveniente dai Beach Boys, di inserire elementi reali in una canzone (vedi anche “Good Morning, good morning”).
    Sulla celebrazione romana non ne sapevo nulla, e nulla preferisco saperne… 🙂

  14. Avatar massimo
    massimo

    Per un breve ascolto di alcune composizioni del “Sgt. Pepper’s …” è sufficiente visitare il sito uficiale dei Beatles (www.thebeatles.com)aggiornato, al riguardo, proprio in questi giorni.
    Un consiglio: si visiti tutto il sito e in modo particolare si guardino e si ascoltino i filmati delle liriche di “One”. Il tutto è veramente inarrivabile!!!
    Hello Goodbye.

  15. Avatar massimo
    massimo

    E ancora scrivendo del sito ufficiale dei Beatles, nei filmati di “One”, se non sbaglio in quello di “Lady Madonna”, si noti il registratore usato in quegli otto anni negli studi di Abbey Road. Altro che le sofisticate e artefatte apparecchiature musicali attuali che ci producono solo spazzatura, risultato di questi brutti periodi… Eppure li chiamano i “Vati”, vanno incidere negli Stati Uniti e fanno il tutto esaurito negli stadi…: John Lennon e i Suoi Beatles realizzavano i Loro Capolavori a due passi da casa …
    Good Night.

  16. Avatar Pim

    Vero. La creatività trova sempre la maniera di esprimersi.

  17. Avatar massimo
    massimo

    Ti rinngrazio Pim per avere citato nel tuo post del 5 giugno u.s, i “Beach Boys”.
    Fu proprio dal loro eccellente “Pet Sounds” (pubblicato nel 1966) che Sir Paul McCartney trasse ispirazione per comporre il “Sgt. Pepper’s …”: voleva uguagliarne il carattere innotivo e, forse, da buon inglese, non voleva sentirsi superato dai suoi amici statunitensi …
    Una curiosità: il titolo provvisorio del Sergente Pepper era “Meno uno ne avanzano sei” che si riferiva ai dischi che i Beatles avevano contrattualmente convenuto di incidere per la EMI.
    Un’altra considerazione: dei Beach Boys fra di noi è rimasto il solo Brian Wilson (grandissimo), dei Beatles Paul e Ringo (o solo Ringo, ma sulla famosa discussione se “Paul is dead” bisognerebbe aprire un altro blog …).
    Quanti concerti in Paradiso per il buon Dio al quale sicuramente John Lennon avrà spiegato i motivi della Sua famosa frase “I Beatles sono più famosi di Gesù Cristo” e ne avrà chiesto scusa, anche lui, da buon inglese sempre rispettoso delle Autorità!!!

  18. Avatar massimo
    massimo

    Carissimo Pim, una richiesta: perchè non integri il tuo blog con la traduzione italiana di “A day in the life”?
    Ciao, questa mattina, con questo tempo piovoso, passeggerei volentieri in “Penny Lane”.

  19. Avatar massimo
    massimo

    Ciao ancora Pim. Nel leggere la tua biografia, chissà perchè, associandola ai Beatles, ho pensato subito alla stupenda lirica “Happiness is a warm gum” (“Felicità è una pistola calda”) quasi una premonizione, un messaggio di John Lennon su quella triste giornata del dicembre 1980.
    A riscriverci.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2007
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere