20000_leghe_sotto_i_mari mi accosto appena all’argomento, un laconico inciso tra le crespe del discorso, come una brezza leggera sul pelo dell’acqua; invece ho gettato in scia un’esca inapparente, una piccola rete a strascico – maglie strette, fatte apposta per i pesci piccoli – calata alle tue spalle in un risucchio danzante: se finirai inviluppata allora nascosta giacevi sul fondale, fuori solo i due punti neri degli occhi, se la scanserai ti sei (sì) accorta che ero pescatore eppur non hai saputo evitare il mio sguardo subacqueo; ebbene, tu sfuggi rapida, quasi alla leggera, non più d’un breve guizzar di pinne (ah…) come vago interloquire: troppa sabbia da scuotere lungo i banchi silenti, troppo fragile la barriera corallina che vuoi proteggere; io capisco e sciolgo subito la presa – soltanto vorrei chiederti quale pallido timore se possedessi qualche scaglia in più di te (la scarterei giudicandola non commestibile, ti metterei sul piatto di una bilancia, farei un prezzo più basso di ciò che vali?) –, tiro in secco la lancia e ti lascio andare alla schiuma della corrente, affinché tu possa rientrare libera al rifugio sommerso e ai misteri racchiusi 20.000 leghe sotto i mari;

9 risposte a “20.000 leghe sotto i mari”

  1. Avatar anecòico

    Ah, le Sirene… quelle marine, non quelle dell’On. Selva! 😛
    anecòico [CattivaMaestra]

  2. Avatar donnanonmoderna

    Quello che dici è “accorato” … troppo accorato…in un certo senso mi hai sconvolta ma ancora non ho capito bene perchè, quindi…rileggo…
    Carmela

  3. Avatar donnanonmoderna

    Sono triste anch’io…

  4. Avatar Giulia

    Un pezzo triste, ma davvero efficace… Tocca le corde più profonde. Ciao giulia

  5. Avatar Pim

    Non è tristezza: è la disincantata consapevolezza che gli altri ci nascondono verità sulle quali non abbiamo il diritto di indagare. E che noi, molto spesso, ci comportiamo alla stessa maniera…

  6. Avatar sara

    La immagino grata del tuo “accostarti appena all’argomento” e del tuo lasciarla tornare “alla schiuma della corrente”.
    Perchè lo sarei anch’io.
    Ciao, Sara

  7. Avatar Pim

    Ciao Sara, sono lieto di ritrovarti.
    Può darsi – io lo sarei, come te. Ma in cuor suo potrebbe prevalere il sollievo per lo scampato pericolo. Anche questo rimane un mistero…

  8. Avatar Prishilla

    Ho letto poche cose contemporaneamente così “reali” e così “poetiche”. Bravissimo.
    Prish

  9. Avatar Pim

    Grazie Prish, sei sempre molto gentile. Vorrà dire che trascorrerò più spesso la domenica in casa a scrivere…
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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