C’erano gli alberi e il sole tra i rami
Tracciava mosaici di ombre sui volti
Lei sciolse i capelli ai refoli estivi
Sull’erba si stese leggiadra e pensosa
Calava la sera oltre l’arco dei colli
Sfumava il confine rincorso dai nembi
Ravvicinò il viso ponendo le labbra
Intorno alle mie ed ardenti le schiuse
S’accese il respiro di viva sorpresa
Gli occhi d’incanto si chiusero al mondo
Quasi abbagliati da mille cristalli
E un nuovo sapore i sensi confuse.

13 responses to “Solstizio”

  1. Avatar kincob

    un bacio: bel modo di dare il benvenuto all’estate… e poi, chi ben comincia…

  2. Avatar Giulia

    Che volgia di sole e di amore fa venire questa poesia. Giulia

  3. Avatar donnanonmoderna

    Che momento meraviglioso hai saputo fermare … chissà perchè mi è venuta voglia di piangere…che studida!
    Carmela

  4. Avatar Adele07

    Che bella poesia, mi fa ricordare una scena ugnale e divento triste perchè ormai so che non si ripeterà mai più.
    Devo andare a letto. Buona notte, poeta romantico !!!!!
    Adele07 (Easy Rider)

  5. Avatar Prishilla

    … buona estate!
    prish

  6. Avatar francesca

    Caspita! E’ bellissima…bravo Pim:)Eco ha fatto centro!

  7. Avatar irenespagnuolo

    Grandissimo Pim…che brivido.
    Irene

  8. Avatar Guizzo

    Ciao Pim, sei sempre così delicato…
    se vieni da Irene venerdì ci conosciamo!

  9. Avatar Pim

    È appena una piccola poesia, scritta molti anni fa, che mi è ritornata attuale.
    Grazie a tutti.

  10. Avatar Betta

    Non fare il modesto!
    Complimenti..

  11. Avatar pinky06

    Bella, musicale. vien voglia di chiudere gli occhi e immaginare..
    Pinky

  12. Avatar Giulia

    Sono sempre belle le tue poesie. Giulia

  13. Avatar Pim

    Grazie.
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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