La dolce vitaNessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l’uomo né le acque del fiume saranno gli stessi.

Quando mi capita di rivedere La dolce vita riesumo Eraclito: sia io sia il film cambiamo ogni volta e ogni volta mi si aggiunge un frammento di comprensione di cui godo con sottile piacere. In fondo, anche la mia è la favola romana di un uomo inadeguato e spaesato, simulator ac dissimulator, dissoluto ma con stile. Un uomo che fa fatica ad armonizzare le proprie inquietudini con il mondo che intanto gli gira intorno. Un uomo che è la rappresentazione compiuta dell'incompiutezza.

Marcello sono io e la dolce vita è forse l'ozio di Capua in cui, talvolta o sovente, mi crogiolo fino all'ignavia.

Verrà il tempo in cui non sarà più quel tempo e questa dolce vita si dissolverà fotogramma per fotogramma fino a diventare ricordo. La dolce vita di Fellini, che già oggi non dà più scandalo e viene proiettata sugli schermi in versione restaurata, come un meraviglioso documento d'epoca lucidamente impresso su pellicola. E così la mia dolce vita personale. I volti dei personaggi felliniani svaniranno nella memoria (Marcello, Anita, Paparazzo, Steiner). Cambierò forse strada pure io – o la perderò del tutto, non so. Chissà se sopravvivrò ancora in bilico tra la lotta e il mollar tutto – non avere prospettive in fondo è come averle tutte.

La consapevolezza è il dramma di ogni risveglio. Ci si addormenta la sera tardi confidando in qualche miracolosa apparizione (Come here! Sì, vengo ovunque mi porterai), ma sono i falsi sogni del mattino, quelli che escono dalla porta d'avorio, a confonderci le idee. Solo l'inquietudine non ha età. Come la Roma notturna che ho sperimentato in un unico dolcissimo colpo d'occhio.

5 responses to “La dolce vita”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Si legge d’un fiato Pim, con il cuore in gola…
    Si respira tutto, intensamente. E lascia un pò di apprensione e tanta voglia di sognare. Perchè il dolore abbia speranza, perchè il coraggio abbia forza, perchè l’amore abbia ali…
    Bellissimo post, bellissimo proprio.
    Irene

  2. Avatar guardami negli occhi

    sono sicura che il cuore di Alex ce la farà, anche dopo aver lasciato andare un amore…
    Un abbraccio
    Laura

  3. Avatar Pim

    Irene:
    sono lieto che tu l’abbia apprezzato, grazie. È un racconto cui tengo particolarmente.
    Laura:
    “Alex” ci conta. 🙂
    Ricambio l’abbraccio.

  4. Avatar Antonio Cracas

    Bravo Pim. Siamo tutti vicini ad Alex.
    Antonio

  5. Avatar Pim

    Grazie Antonio. Ciao.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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