Giulia è in Umbria, accompagna i suoi studenti di terza liceo in un viaggio d’istruzione. Viaggio d’istruzione. Una volta si diceva gita scolastica, definizione che rendeva meglio l’atmosfera di sbadato cazzeggio tra musei e monumenti. Ieri sera mi manda un sms. Ne abbiamo già uno con la febbre. Le rispondo come risponderebbe un generale cinico e crudele. Uccidetelo.

8 responses to “Viaggio d’istruzione”

  1. Avatar randagia

    Ah ah ah
    Che SMS romantici che scrivi … quasi quasi diventa una scena di “Chiamami Amore” o come si chiama…
    Randa, che per un SMS cosi’ potrebbe innamorarsi

  2. Avatar Fino

    Da insegnante ti dico solo che la variazione lessicale non ha portato alcun cambiamento qualitatitivo. Rimangono sempre gite,anzi certe volte diventano visite di distruzione, visti i danni che iragazi fanno in giro.
    Buona giornata, Fino

  3. Avatar luigi

    Nonstante l’invito che hai rivolto, scherzoso, sarà difficile che non valga il detto “la malerba non muore mai”.
    luigi

  4. Avatar Pim

    Randa:
    Io sto con una profia di mate, il suo senso dell’umorismo non è proprio spiccatissimo…
    Fino:
    Per quel che vedo, i liceali sono generalmente abbastanza tranquilli.
    Penso che un insegnante debba soprattutto cercare di prevenire certe sventatezze tipiche della loro età. Compito per nulla agevole.
    Luigi:
    Hai ragione: purtroppo, o per fortuna, i ragazzi sono indistruttibili…

  5. Avatar Prishilla

    🙂 ci penseranno i suoi compagni, non c’è pietà alcuna per chi cade sul campo!
    prish

  6. Avatar Guizzo

    I miei erano viaggi distruzione. Ripenso con tenerezza alla prof di disegno che esce dalla sua camera, in camicia da notte bianca, con sguardo rassegnato, dopo che scoppiammo un petardo dentro la stanza delle ragazze. Eravamo ad Assisi e il resto degli ospiti era composto da anziani devoti…

  7. Avatar Pim

    Pare invece che, all’ultimo istante, sia stato graziato.
    Ciao Prish.

  8. Avatar Pim

    Un viaggio di eversione, direi anche. Guizzo, ci torni ancora ad Assisi o temi che ti riconoscano?
    🙂
    Ciao, a presto.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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