Non_un_paese_per_vecchi Il film più cupo e nichilista finora prodotto dai Coen, praticamente privo di quell’umorismo, sia pur nero, che da sempre ne è il marchio di fabbrica. Niente svolazzi, esercizi di stile, inquadrature memorabili. Ci tocca vivere in un’arida terra di nessuno, un deserto che brucia in cui scorrazzano i barbari, un tempo violento intriso di sangue. Non sappiamo nulla, se non che in qualche modo bisogna sopravvivere. Le riflessioni morali si perdono nel borbottio tragicamente desolato dello sceriffo Eliot: non puoi fermare quello che sta arrivando. Nemmeno Chigurh, l'incarnazione stessa del male assoluto, può farlo. Più in alto sta il destino, impenetrabile, inspiegabile, inafferrabile, che trascina tutto con sé.

Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) di Ethan e Joel Coen con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson (Usa, 2007, 122')

4 risposte a “Non è un Paese per vecchi”

  1. Avatar Fino

    Ciao Pim, non ho ancora visto il film ma sono un ammiratore dei fratelli Coen. Il tuo scritto mi ha convinto ad andarloa vedere presto.
    Ammiravo Quentin Tarantio ma lasua carica eversiva si è persa per strada.
    Buona giornata, Fino

  2. Avatar cate

    Anch’io adoro i Coen e questo film non me lo perderò certo, anche se mi fa un certo effetto pensarli alle prese con un film così cupamente serio e nero…
    Un bacione
    Cate 😉

  3. Avatar Pim

    Ciao Luigi. La rappresentazione della violenza si scosta da quella proposta da Tarantino: nessuna spettacolarizzazione, pochissima ironia. Simile però è il gusto di spiazzare lo spettatore (vedi il sottofinale…).

  4. Avatar Pim

    Ciao Cate, attendo il tuo giudizio. A presto.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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