Come d’abitudine, i fratelli Dardenne si occupano di personaggi che vivono in condizioni disagiate ai margini della società. Bruno e Sonia, entrambi ventenni, hanno avuto un figlio di nome Jimmy. Lei vive grazie ai sussidi sociali, lui è a capo di una banda di piccoli delinquenti che si dedica a traffici d’ogni genere. La storia si concentra su questa coppia affettivamente immatura e continuamente alle prese con il bisogno di denaro. Dopo alcune malversazioni Bruno, impreparato ad affrontare il ruolo di padre, deciderà di vendere il figlio all’insaputa della compagna. Da questo momento il dramma farà irruzione nelle loro esistenze.
Sotto il profilo filmico, i Dardenne hanno girato L’enfant con la stessa tecnica dei loro precedenti lavori (La promesse, Rosetta, Le fils), organizzando un numero elevatissimo di inquadrature per catturare tutta la verità possibile. L’approccio è estremamente minuzioso, ogni sequenza è un punto di vista irripetibile: messa in scena, dialoghi, suoni, gesti, movimenti di camera. La psicologia dei personaggi viene così scolpita in presa diretta e profondamente caratterizzata. Un lungo inseguimento che crea nello spettatore una tensione quasi intollerabile apporta una nota inedita, quasi thriller.
L’enfant
di Jean-Pierre et Luc Dardenne
con Jérémie Renier, Déborah François, Jérémie Segard
(Francia – Belgio, 2004, 95 min)
Palme d’Or – Cannes 2005
In onda su Arte ieri sera, replica il 14 maggio ore 14,55








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