Lettere_damore_di_ic_4La tua lontananza s’inserisce in questa situazione come qualcosa di simbolico. La tua identificazione col sole non è casuale. Bisogna che ti raggiunga al più presto e che questa tristezza, che non è direi psicologica, ma quasi metafisica, si dissipi… Dopo questa lettera arrivo io. Ti abbraccio e desidero”. “Guarda come riesci a influenzarmi anche nel giudizio sulle cose mie, non influenzarmi cambiandomi idee, ma ridandomi il senso di che cosa è vivo e mandandomi a monte impostazioni statiche di stile di vita, mettendo tutto al vaglio della tua folgorante verità umana, verità di donna, verità di amante. In treno ho pensato e scritto una poesia. Amore, dieci anni fa ero nei partigiani. Se non oggi domani ci scannavano uno a uno. E la cosa più esaltante di tutto quel che uno viveva era che chi lo viveva non era un altro, ero io. Amore, dieci anni dopo – che dono, o vita! – sono il tuo amante. È terribile come la guerra, la felicità che mi dai. E la cosa più esaltante di quel che provo fra le tue braccia è quando penso che chi ti abbraccia non è che sia un altro, sono io”.

(I. Calvino, Lettere a Elsa De Giorgi)

Sono centinaia le lettere d’amore di Italo ad Elsa, scritte ovunque, in treno tra Torino e Roma, a Sanremo, nei posti frequentati, sotto le proprie abitazioni, quando l’uno è in attesa dell’altra. Un fiume in piena di emozioni palpitanti, in cui l’amore fisico e l’intesa, la dipendenza dei corpi, sono celebrati con grande trasporto. Segnano la nascita, gli sviluppi e la fine di una passione extraconiugale densa, accecante, tanto spudorata da impedirne la divulgazione. Un giorno del 1990 Elsa De Giorgi mostrò un baule colmo di quelle missive, chiedendo lumi sulla possibilità di renderle note. Il tempo era passato, ragioni economiche la spingevano forse a rivelare i suoi segreti lontani. Alcuni stralci sono apparsi su Epoca, Panorama, e infine sul Corriere della Sera. I diritti d’autore, che appartengono alla moglie di Calvino, rendono per ora impossibile la pubblicazione integrale. L'epistolario costituisce una testimonianza letteraria, ma soprattutto colpisce al cuore.

11 risposte a “Lettere d’amore di I.C.”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Certo conoscerle tutte sarebbe in qualche modo come infilarsi in una storia che non ci appartiene…Eppure, in punta di piedi e con il cuore in trepidazione, potremmo apprezzarne il valore e la bellezza. Come opera letteraria e come gioiosa espressione di amore…

  2. Avatar Amanda

    Sono bellissime, la prima che hai scritto che mi colpisce molto, sono le parole che ogni innamorato vorrebbe sentirsi dire. Io penso che lettere d’amore di uno scrittore devono essere pubblicate, ovviamente dopo che è trascorso un ragionevole tempo dal fatto. Quando si è emotivamente coinvolti si scrivono le migliori cose, ed è un peccato lasciarle in un baule :)))
    Buon inizio giornata.

  3. Avatar Pim

    Ho sempre amato Calvino e questi stralci di corrispondenza amorosa mi hanno colpito. Emerge un ritratto inedito ai più – se escludiamo i suoi amici più stretti, come Citati e Scalfari, che peraltro hanno sempre denigrato la De Giorgi.
    Raccontano di un rapporto d’amore vissuto per anni, contravvenendo alle regole (lei era sposata) e alla distanza. Esprimono con sincerità assoluta e disarmante sentimenti profondissimi.
    Amanda e Irene, grazie per i vostri interventi.

  4. Avatar sara

    Sempre romantico. Che bello aver letto questo post in un giorno di sole…
    sara

  5. Avatar Pim

    Finché il tempo tiene…
    Ciao Sara.

  6. Avatar Amanda

    Non tiene… ore 14,30 sta arrivando un temporale :((

  7. Avatar Fabio

    Amore e passione accompagnati da un senso di forte tormento. Un caro saluto, Fabio.

  8. Avatar irenespagnuolo

    O.T.
    un nuovo meme ti aspetta…passa dal mio blog!
    Irene

  9. Avatar Pim

    Amore e passione, tormento… e parole belle, di quelle che non muoiono mai. Per contraltare, penso con orrore a tutti quegli sms zeppi di tvb e di ily che i ragazzini si inviano dai banchi si scuola…
    Un caro saluto anche a te, Fabio.

  10. Avatar Fino

    Caro Pim, questa volta, in amicizia s’intende, dissento da te.
    Provo un certo fastidio a leggere Calvino. Lo trovo un mediocre.
    Se devo valorizzare qualcosa di Calvino, vado indietro e trovo “Il sentiero dei nidi di ragno”.
    Buona giornata (pioggia permetendo)
    Fino

  11. Avatar Pim

    Calvino è uno degli autori che più ho letto durante l’adolescenza, apprezzandolo soprattutto per la leggerezza dello stile. Credo comunque anch’io che “Il sentiero” rappresenti il suo lavoro migliore: l’epopea partigiana vissuta come fosse una favola. E poi il protagonista si chiama Pin… 🙂
    Ciao Fino.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Giugno 2008
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere