(20 luglio 1984, dal mio diario)
La sera prima degli esami hai solo un gran mal di testa, gli occhi si chiudono, un senso di nausea attanaglia la pancia. La memoria è tappata come un guscio e ti chiedi perché continui a ripassare con l’ansia sulle spalle, cercando inutilmente di ricordare qualcosa in più.
In certi momenti vorresti essere interrogato subito, per chiudere rapidamente tutta la questione. Poi pensi alla paura che proverai domani quando entrerai in quell’aula, con l’istinto invece di scappare via…
Serrato in un incubo malefico, ti affidi al caso assoluto sperando che vada tutto per il meglio. Basterebbe, in fondo, appena un pizzico di fortuna…
È ora di andare a letto. Per quel che riuscirai, proverai a rilassarti. Poi verrà il momento di contrarre i muscoli e dare il massimo, fino all’ultimo scampolo di energia che resta.







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