Come se fosse antaniIl tizio con cappello e soprabito sta discutendo animatamente con Andrea. Non intendo bene quali siano i termini della questione, ma credo lo stia catechizzando per benino.

A naso direi un tipico disturbo paranoide di personalità.

Un rompicoglioni, insomma.

Con una scusa Andrea lo interrompe, << Scusi un istante >>, e si avvicina levando gli occhi al cielo. << Pim, aiutami che questo non lo reggo più >>.

Sogghigno: << Quasi quasi vengo lì e gli faccio la supercazzola >>.

Marina mi guarda con aria stranita. << Che cosa gli fai? >>.

Che pazienza con i giovani d’oggi… Sospiro: << Tarapia tapioco, brematurata la supercazzola con scappellamento. A destra >>.

<< Eh? >>.

Andrea le poggia una mano sulla spalla: << Come se fosse antani… >>.

7 responses to “La supercazzola”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Fantastico!
    “Amici miei” fu per l’epoca un capolavoro di comicità.
    Buona giornata.

  2. Avatar Filadelfo Giuliano

    Il conte Mascetti. Un mito.
    Buona giornata, Pim
    Fino

  3. Avatar Filadelfo Giuliano

    Pim, il 28 marzo presenterò il mio romanzo a Torino alla legolibri via Maria Vittoria 31. Spero che ci potremo conoscere di persona.
    Buona giornata
    Fino

  4. Avatar zia elena

    …E come si è conclusa la faccenda?
    Buona giornata, Pim.
    Elena

  5. Avatar Pim

    Antonio:
    Ci arrivai alcuni anno dopo, ma “Amici miei” rimane per me ancora oggi un esempio inimitabile.
    Fino:
    Se potrò, molto volentieri.

  6. Avatar Pim

    Elena:
    Più o meno è finita lì. Non ho fatto la supercazzola… anche perché scribai con cofandina, sennò, posterdati, per due, un pochino antani…

  7. Avatar gobettiano

    Certo che la supercazzola andrebbe fatta spesso oggidì. Il conte Masectti fu un precursore.
    luigi

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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