Cento5

La porta risuonò uno scatto metallico dietro le spalle
Le valigie furono subito accantonate senza essere aperte
L’abat-jour proiettava sulla parete un cerchio di luce dorata
I vestiti scivolarono a terra in un fruscio vaporoso
L’impronta sulle lenzuola si allargò sino ai bordi del letto
Sotto il cuscino finì soffocato un gemito sottile
Dietro le tende socchiuse la neve continuava a cadere
Mentre le ombre sul davanzale spegnevano adagio il giorno.

Tutte le cose infine tacquero, perché ciò che vedevano era bello.

6 risposte a “Cento5”

  1. Avatar rosy
    rosy

    le cose che, non viste, si fermano a guardare. è una bella intuizione poetica pim
    ciao
    rosy

  2. Avatar irene spagnuolo

    Incanto.
    Fissi un attimo di emozioni così delicate da far tacere tutto, intorno.
    🙂

  3. Avatar zia elena

    Semplice e romantica, descrive con delicatezza un momento magico.
    Ciao, Pim, buona domenica.
    Elena

  4. Avatar Prishilla

    clap clap!
    mi rimane la curiosità del titolo…

  5. Avatar Pim

    Non è il nome di una radio ma il numero di una stanza…
    Ciao Prish.

  6. Avatar maxgiordani
    maxgiordani

    a me sembra la descrizione di un delitto… (scherzo! E’ carina invece).
    Un saluto Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Marzo 2009
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere