Il segreto Stavamo insieme da poco, ricordo, ed ero seduto sul letto accanto a lei. << Ho come la sensazione che in passato ti sia successo qualcosa… un fatto che ti abbia cambiato profondamente… >>. Eravamo intimi abbastanza da percepire un dolore nascosto sotto la voce calma. << Sì, è così >>. << Qualcosa di grave? >>. << Sì >>.

Me ne andai nel soggiorno pensando: non voglio stare qui, non voglio stare con questa donna che di giorno in giorno appare sempre più impenetrabile.

Tornai alla porta della camera. Lei stava appoggiata con il gomito sul lenzuolo, guardava nella mia direzione, quasi stesse aspettando. Disse: << Non ce la faccio a parlarne adesso >>.

<< Non mi piacciono le allusioni. Se ci sono cose che devo sapere, preferisco saperle ora >>.

<< Quando mi sentirò ti spiegherò tutto >>.

Raramente raccontava del passato se non le ponevo delle domande, cui rispondeva peraltro in modo molle e sfuggente. Ma, attraverso gli anni, a quell’episodio non accennò più.

Arrivato a conoscerla meglio, ho ricostruito un paio di ipotesi plausibili. Soprattutto mi sono convinto che doveva rappresentare una specie di chiave della sua vita. Mi aveva dato il diritto di pensare a qualunque cosa, anche la più terribile, pur di non svelarmi quel segreto. Che rimase per sempre tale.

6 responses to “Il segreto”

  1. Avatar Prishilla

    considerare l’intimità la cosa più terribile che possa capitare. credo che questo sia sempre il segno di un capolinea.
    ciao, buon we
    Prish

  2. Avatar irenespagnuolo

    si può tacere un terribile dolore per sfuggirgli, per cancellarlo?
    sicuramente si può arrivare a provarne vergogna, purtroppo.
    Ciao Pim 🙂
    Irene

  3. Avatar Pim

    Soprattutto quando l’intimità è un velo sotto il quale si nascondono reticenze, omissioni, forse menzogne…
    Buon we anche a te, ciao.
    Pim

  4. Avatar Pim

    Acutissima considerazione la tua, Irene. Non immagini nemmeno quanto ti sei avvicinata ad una possibile (probabile) verità. 🙂
    Un abbraccio.
    Pim

  5. Avatar girasole

    Concordo con Irene.
    Non è facile confessare un dolore, quando questo ti segna la vita. E’ necessario “sentire” che chi si ha di fronte può prenderlo tra le mani ed accarezzarlo con tocco leggero.
    Ciao
    Girasole

  6. Avatar Pim

    A volte, però, certe resistenze più o meno conscie impediscono un’apertura: nonostante l’interlocutore sia capace di recepire ed accogliere quel dolore.
    Ciao Girasole, a presto.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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