Tutti uguali, i filosofi Tutti uguali, i filosofi. Lui sta lì, in silenzio, gli occhiali puntati nel vuoto (ci vede o non ci vede?) e ogni tanto si passa le dita tra i capelli bruni. Siamo gli unici nell’aula a indossare la camicia (bianca la sua, a sottili righe azzurre la mia), in mezzo a un esercito di felpe. Dopo una decina di minuti, si schiarisce la voce ed esordisce con un dunque dentro il microfono che mi rimbalza indietro nel tempo. Alla prof di filo del liceo. Entrava in classe tutta traballante, si accomodava alla cattedra, vi piantava su i gomiti, prendeva il capo tra le mani, gli occhi bassi, e rimaneva così, assorta, l’aria imbambolata. Quindi si alzava, faceva il giro dell’aula, si appoggiava alla finestra, sfilava meditabonda un piede dalla scarpa e lo accavallava all’altro. Infine, come tirando le somme di quel misterioso soliloquio interiore, sospirava con tono sofferto: perciò. Quando andai al suo funerale, non potei evitare di credere che, forse, si era soltanto incantata appena più a lungo del solito; e a un certo punto, nel bel mezzo della cerimonia, sarebbe uscita dalla bara esclamando: perché, se non avete capito Platone, non avete capito niente.
Tutti uguali i filosofi, penso ancora. Guardo intorno i banchi che vanno a riempirsi di felpe, e anch’io mormoro: perciò.
(Dedicato alla professoressa L.P.)

6 risposte a “Tutti uguali, i filosofi”

  1. Avatar zia elena

    Il mio professore di filosofia, invece, si perdeva nei suoi pensieri mentre ripiegava meticolosamente il fazzoletto. Credo che impiegasse alcuni minuti, durante i quali noi restavamo in assoluto silenzio, pronti ad ascoltare quel “perchè” con il quale avrebbe poi esordito per continuare il discorso…
    Copia de “La Scuola di Atene” ce l’ho, invece, sopra la testata del letto…Sarà per quello che, di tanto in tanto, i pensieri non mi lasciano dormire?
    Ciao, Pim.
    Buon pomeriggio.
    Elena

  2. Avatar PIm

    Tutti uguali i filosofi, appunto.
    “La scuola di Atene” sopra la testiera? Sorbole… 🙂 Ma una volta non si metteva la madonna o il crocefisso e va là?
    Ciao Elena, buon pomeriggio anche a te.
    P.

  3. Avatar rosy
    rosy

    leggendo questo post ho provato un crescendo di sorpresa e nostalgia, pim… la prof di filo che hai raccontato così bene è stata anche la mia prof… non ho potuto trattenere un sorriso e una lacrima. grazie.

  4. Avatar Prishilla

    Dovrebbero rendere obbligatoria una lezione di filosofia all’anno come la visita di controllo dal dentista…. Gran bella gente i prof di filosofia…
    ciao, buona giornata prish

  5. Avatar Pim

    @ Rosy:
    Uno si nasconde sotto la coperta di Linus d’un nickname, sicuro del proprio anonimato, come un pisello nel baccello (Stan Laurel docet)… e poi, quando meno se lo aspetta… tàc: una distrazione, ed è subito beccato!
    🙂

  6. Avatar Pim

    @ Prish:
    Sì, ci ricordano che siamo umani – troppo umani.
    Buon pomeriggio anche a te.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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