Pinocchio Tempo fa mi è capitato tra le mani un passo di Calvino, il quale sostiene che Pinocchio ha tre caratteristiche che lo rendono esemplare: è l’unico caso in Italia di romanzo picaresco, contiene elementi fantastici e noir che lo avvicinano a Poe, ha una qualità di scrittura straordinaria. Il libro affonda le proprie radici in una tradizione orale e teatrale di tipo popolare, coniugando, in modo del tutto originale, l’elemento fiabesco e quello realistico.
Le obiezioni circa il moralismo insito nel racconto sono ribaltate da un’interpretazione convincente: il sistema di valori imposto al bambino-burattino, che egli trasgredisce continuamente, è presentato in realtà in maniera ambigua. La società e le sue istituzioni (famiglia, scuola, giustizia, medici) con cui egli è in conflitto non sono per nulla rappresentati come modelli ideali. Pinocchio cresce e diviene adulto nonostante la società e in virtù delle proprie esperienze: perché è la vita che insegna a vivere.
Insomma, il libro di Collodi non va considerato un classico “minore”, bensì un classico tout court. Anzi, la dico grossa: secondo me, rappresenta il capolavoro della letteratura italiana dell’Ottocento. Altro che quell’ossessivo-compulsivo di Manzoni, le sue sciacquature di panni in Arno e nell’acqua benedetta… 
Il Pinocchio di Comencini rappresenta il miglior adattamento in assoluto, privilegiandone la componente realistica, ed è anche uno dei ricordi televisivi più belli della mia infanzia. Manfredi era uno straordinario Geppetto, indimenticabili Franchi e Ingrassia nei panni di Gatto e Volpe. La Lollo interpretava la Fata, De Sica il giudice, Lionel Stander Mangiafuoco; c’erano Mario Scaccia, Riccardo Billi, Nerina Montagnani… Quella riduzione televisiva si è impressa così a fondo nell’immaginario dei bambini degli anni ‘70 (chi non ne ricorda le musiche di Fiorenzo Carpi?) da rendere impossibile qualunque sovrapposizione emotiva.
Difatti, il Pinocchio andato in onda su Raiuno nelle scorse serate non poteva neppure lontanamente avvicinarsi ad un modello talmente stratificato di ricordi e impregnato di significati da risultare intangibile. Troppo ripulito e attualizzato (quello di Comencini diffondeva l’odore acre della povertà rurale), troppe licenze fini a se stesse (Collodi come personaggio del racconto): paradossalmente troppo fiction. Gli attori fanno volenterosamente le facce come in una recita parrocchiale (la Littizzetto si limita a riproporre se stessa), ma appaiono improponibili rispetto a quel cast, oggi impensabile da mettere insieme.
La versione di Sironi, targata Lux Vide, ha fatto la fine di quella cinematografica proposta anni fa da Benigni: non tanto perché il comico toscano aveva voluto fellineggiare con esito poco soddisfacente, quanto per la manifesta incapacità di competere con la memoria a lungo termine di noi ragazzi nati negli anni ‘60.

18 responses to “Pinocchio”

  1. Avatar girasole

    Concordo con te. L’ho guardato per curiosità e forse perchè speravo di ritrovare quell’atmosfera che mi ha fatto amare svisceratamente il Pinocchio di Comencini.
    Ma non poteva essere: ogni capolavoro rimane unico, e ogni ricordo rimane intoccabile 🙂
    Pinocchio è un gran libro che dovrebbe far parte del bagaglio di ogni ragazzo. Purtroppo i ragazzi oggi ne conoscono solo le versioni cinematografiche o televisive appunto. Ma questo è un altro discorso…
    Ciao

  2. Avatar Pim

    Il segreto, secondo me, è che Pinocchio presenta molteplici chiavi di lettura: fiabesca, realista, simbolica, mitologica, antropologica, cristologica (gulp!)… E poi è stato pure sdoganato sotto il profilo pedagogico, che si vuole di più…
    Ciao Girasole, grazie.
    Pim

  3. Avatar antonella
    antonella

    in realtà so che esiste anche un’ interpretazione simbolista-freudiana di collodi, (che viene da alcuni pazzi avvicinato anche a kafka per fare un esempio) ma mi sono rifiutata di approfondire

  4. Avatar Pim

    Ho letto qualcosa al riguardo, da cui ho tratto che le interpretazioni psicoanalitiche in chiave sessuale sono poco convincenti. La figura femminile compare soltanto nelle sembianze della Fata, materne dunque.
    A meno che non si interpreti il naso di Pinocchio come simbolo fallico: ma così facendo, secondo me, si va un po’ fuori strada…
    🙂
    Ciao, grazie anche a te.
    Pim

  5. Avatar fino

    L’ultima versione rai è mediocre.
    Pinocchio è l’altro volto dell’Italia umbertina. Il romanzo di collodi si legge avente in mente Cuore.
    Come dicevi tu, è la trasgressione la cifra di Pinocchio. In uore i buoni sentimenti.
    La giovane Italia che aveva da poco concluso il processo unitario si specchiò in queste opere.
    Pim, a presto
    Fino

  6. Avatar Marco
    Marco

    Ho visto giusto cinque minuti di seguito di Pinocchio, e altri brevi passaggi. Di più non ce l’ho fatta: inguardabile.
    Stamattina trovo conforto nella lettura del giudizio di Aldo Grasso, e tanto mi basta.
    Marco.ù

  7. Avatar Prishilla

    Nulla può competere con un Pinocchio raccontato, un capitolo alla volta nelle sere d’estate su una sedia a dondolo circondata di lucciole, dalla voce di tenore di uno zio che sapeva mutare in tutte le sfumature dei personaggi e in tutti i registri degli avvenimenti. Io dunque non riesco a guardare nessuna versione cinematografica: per me Pinocchio può essere trasmesso solo oralmente!!
    Ciao Pim, e grazie per questo ricordo

  8. Avatar piera D.
    piera D.

    pim, posso concordare al 100%?

  9. Avatar Silvia GM
    Silvia GM

    Gentilissimo PIM, vedo che i pensieri son concordi con i suoi. Io mi aggiungo all’elenco. Bel ricordo quel Pinocchio televisivo;
    non m’è piaciuto quel poco che ho visto di questa versione anno 2009.
    Le dirò: quasi… quasi mi vado a cercare un libro originale. Quella fiaba me la leggeva mio padre quand’ero bambina, prima che imparassi a leggere. Il libro mi venne regalato a Natale, quando ancora i doni erano umili ma apprezzatissimi. A pensarci bene non è che me la ricordo bene nei dettagli questa straordinaria fiaba semore moderna nella sua morale. Cordialissimi saluti.

  10. Avatar irenespagnuolo

    Anch’io condivido tutto. Speciale il “nostro” buon vecchio Pinocchio. L’unico Pinocchio che sopravviverà al tempo 🙂
    Insomma per qualcosa siamo stati una generazione fortunata!
    Comunque anch’io come Silvia sono tentata da una rilettura del libro.
    Ciao Pim, un abbraccio
    Irene

  11. Avatar spiritcar@otmail.it
    spiritcar@otmail.it

    Mi sono messo davanti al televisore,pensando di poter rivivere i tempi passati della mia infanzia, ma sono rimasto deluso,si la storia e quella ma molto diluita e insapore, ciao bruno

  12. Avatar piera D.
    piera D.

    sai Pim che, tra l’altro, mi hai anche spiegato il motivo per cui non mi è neanche passato per la testa di vederlo?
    Ancora ciao!

  13. Avatar demata

    Il Pinocchio atualmente in TV è davvero pessimo.
    Collodi aveva scritto una metafora dell’Italia, dove i sapienti (grilli) son massacrati, gli onesti (Geppetto e Fatina) derisi e quel che piace è il “Così fan tutti” con tanto di Paese del Bengodi.
    Il personaggio più buono non a caso era il brigante rom Mangiafuoco.
    Oggi il Grillo Parlante è un personaggio buffo, la Litizzetto. Buffo come chiunque voglia argomentar qualcosa in un Paese scarso ed ignorante.
    Saluti

  14. Avatar Pim

    Vedo che siamo d’accordo tutti: aridatece Nino Manfredi!…
    Grazie per i vostri interventi, buona giornata.
    Pim

  15. Avatar nicofre
    nicofre

    Rifare Pinocchio Dopo il capolavoro fatto da Comencini e come riscriverlo , ma mancare di sintassi e ortografia, come mi capita a me spesso..
    Meglio far RIVEDERE quel Pinocchio che rifarlo in un modo blasfemo e pericolosamente superficiale

  16. Avatar nicofre
    nicofre

    Aggiungo una cosa..Vedere poi un programma da Vespa …siano come quello di ieri sera, che pone il paragone tra Grande Fratello e un film su Pinocchio, basando il tutto sull’ascolto..Definisce il degrado culturale del Grande Maestro della disinformazione quel Bruno che meglio che mai fa onore al suo nome..come colorazione di se stesso…
    Ho atteso poi la fine del programma sapendo che come sempre ci avrebbe messo anche Lourdes..
    LUI.trova sempre un angolino per piazzare la sua superstizione cronica…Magnifico..

  17. Avatar Pim

    @ Nico:
    Non ho visto Vespa, ma posso immaginare le scemenze sesquipedali.
    Grazie per essere intervenuto.
    Pim

  18. Avatar Valter
    Valter

    evviva i ragazzi degli anni 60!

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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