Novembre ha qualcosa in comune con Dicembre e Maggio, ovvero un primo giorno invariabilmente festivo.Invece Novembre sarebbe il mese più meditativo dell’autunno, l’autunno la stagione più meditativa dell’anno.
Novembre ha qualcosa in comune con Dicembre e Maggio, ovvero un primo giorno invariabilmente festivo.No .Novembre non mi piace affatto..Forse perchè da 43 anni lo vivo al Nord d’Europa..Novembre è veramente un incubo. La colpa la dobbiamo dare a noi stessi. Tanti anni fa era il mese più ricco di attivitá teatrali, un mese perfetto per la cultura..Oggi non lo è più.
Anche qui è solo l’anteprima del consumismo natalizio..Quel Natale che io odio, perché crea solo delusioni e confonde i sentimenti reali della famiglia. Questo novembre sará comunque per me salvato da Jonesco e dalla celebrazione dei suoi 100anni dalla nascita. Nel sito che io curo per la Societá svedese di August Strinberg , abbiamo inserito il programma celebrativo..Jonesco è purtroppo dimenticato da molti..Ma nei suoi drammi si legge il nostro tempo, dove l’assurdo è diventato reale..come Novembre un mese troppo realenel suo assurdo…
i cuori… i cuori rimangono all’addiaccio, pim…
@ Nico:
Direi che Strindberg e Ionesco sono molto… autunnali, perfetti per il mese di novembre. In bocca al lupo!
Pim
@ Rosy:
Speriamo che non faccia troppo freddo, allora…
Ciao Rosy.
Pim
Pim, l’autunno era la stagione preferita di Esenin e Cardarelli.
Buona serata
Fino
Ottimi esempi…
novembre è uscire di casa che è ancora buio, i fari bagnati dalla pioggia, la luce diurna che declina presto, la sensazione che molto rimanga da fare anche se è buio.
I cuori si scaldano in ottobre, infiammati dai colori delle foglie e dei tramonti. In novembre, quando gli alberi sono nudi e i tramonti scivolano inosservati dal grigio al buio, non resta che il calore del camino. Se previdentemente ad ottobre abbiamo raccolto la legna!
😉 Prish
Chissa’ se nei vocabolari e dizionari italiano esistono ancora le parole tradizione, amore e tante altre… quando meno in quelli di nuova edizione.
Alex

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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