Roma di maggio .

Roma di maggio era abbagliante, sfacciatamente bella. Gli umori, i colori. E la temperatura, così dolce e invitante. Indolente, più che eterna. Il suo lato migliore, riflettevo mentre attendevo l’autobus in Piazza Bologna, sta nella capacità di accogliere chiunque e dare a chiunque la sensazione di essere a casa propria. Roma fermenta un fascino felice che fa esclamare: io abito qui, qui vivo. Sfumature di quotidianità. Potrei realizzare qualcosa qui a Roma, fantasticavo, ad esempio un caffè letterario…

Roma è la città più femminile che io abbia conosciuto: ha un ventre rotondo e perfetto, fianchi morbidi e tette di panna su cui accoccolarsi. È una città che fa restare adorabili lattanti, appena appena adolescenti capricciosi cui alla fine si perdona tutto.

Anche a Roma ho perdonato tutto. Sapevo di non poterle chiedere troppo. Come a un'amante che si fa indietro per mancanza di coraggio, o perché tiene nell'ombra la silhouette di un altro uomo. Non ho capito però se è veramente quel marmo a brillare, oppure non sia solo la favola che una notte mi sono raccontato.

(Fotografia scattata nel maggio 1995)

10 risposte a “Roma di maggio”

  1. Avatar giulia

    Adoro Roma, adoro la sua luce, la sua atmosfera. Tornare in questa città è come ossigenarmi. Un po’ meno adesso forse…
    Un caro saluto
    Giulia

  2. Avatar bourbaki

    io roma la trovo una città invivibile
    bourbaki

  3. Avatar Prishilla

    parafrasando The Big Kaohuna: tutti dovrebbero stare a Roma per un po’, tutti dovrebbero lasciare Roma dopo un po’.
    🙂 Prish

  4. Avatar Pim

    @ Giulia:
    Tutte le strade portano a Roma, forse un giorno anche la mia.
    @ Bourbaki:
    Roma, come Londra o Parigi. Il fascino è riservato al turista, chi ci vive deve fare i conti con la quotidianità. Che non è semplice. Neppure a Robassomero o in Valchiusella…
    @ Prish:
    Vero. Ogni cosa ha un tempo e c’è un tempo per ogni cosa…
    Grazie, buona giornata a tutti.
    Pim

  5. Avatar giacynta

    Non penso che tu ti sia raccontato una favola, oppure è possibile che ci raccontiamo le stesse storie, perchè ho provato sensazioni molto simii alle tue. Molto bello il tuo post! Ciao.

  6. Avatar Pim

    Grazie sei molto gentile. Bello anche il tuo blog, verrò volentieri a farti visita.
    Ciao.
    Pim

  7. Avatar dragor

    A Roma ho abitato 6 anni e l’adoro. C’ho imparato puro er romanesco
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim

    Qualcosa anch’io… anche se l’accento torinese altera irrimediabilmente la pronuncia.

  9. Avatar rosy
    rosy

    struggente…

  10. Avatar Pim

    Ci credi? Per scrivere queste poche righe ho impiegato un anno… 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Maggio 2010
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere