Condivido la tua valutazione.
Un abbraccio e buona notte comunque.
Marianna
E’ così. senza scusanti
ciao
Pinky
Tutti a casa. Battuti anche dalla Slovacchia, fuori al primo turno… meno male che eravamo i campioni. Una figura davvero squallida… Finisce 3-2 per la Slovacchia, è giusto così…ce lo meritiamo!
Lippi giustamente si prende la colpa della disfatta: merita tutte le critiche che gli verranno mosse e che non saranno mai abbastanza. Si è preso la responsabilità di non portare gente come Cassano, Balotelli, Miccoli… Ha deciso di portare i suoi fedelissimi anche se non stano più in piedi: Iaquinta, Gattuso, Camoranesi, Zambrotta, Cannavaro. Il disastro era annunciato.
Io vedrei un merito: nel primo tempo l’Italia è riuscita a giocare peggio della Francia. Un record mondiale
Ciao Pim, buona giornata
dragor (journal intime)
@ Lucio:
Riprendo quanto ho scritto nel blog di Irene. La colpa non va attribuita esclusivamente a Lippi. Umanamente non simpaticissimo, d’accordo, ma il materiale umano a disposizione era quello: eroi spompi e giovanotti senza personalità. Il disastro si preannunciava da tempo e, in fondo, la situazione calcistica appare come lo specchio fedele dello stato attuale dell’Italia. Come tifoso accetto sportivamente, come cittadino no.
@ Dragor:
Nel commentare un tuo post avevo detto che giovedì 24 vi avremmo raggiunto… 🙂
Buona giornata, grazie.
Pim
Servono giocatori di qualita’, che corrano tanto. Se manca questo e’ inutile, e lo sapeva pure Lippi. Non potevamo pretendere di fare grandi risultati, però almeno il primo turno lo potevamo passare.
UNA PAROLA SOLA: VERGOGNA!!!!
Non ci resta che tifare Maradona
Il ritorno a casa nell’indifferenza generale, a parte qualche fischio, è secondo me la giusta reazione collettiva. Proteste furiose e gesti provocatori sarebbero stati segno di un’attenzione che questi giocatori non meritano.
Concordo con Marco…per simpatia!

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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