Teatri di confine C’era una volta la poltrona di velluto rosso, l’intimità complice di un palco, il foyer per la mondanità. C’era la compagnia stabile che non tradiva mai e allestiva sempre un buon spettacolo; oppure registi e testi impegnati, con una messa in scena un po’ provocatoria, che non coglieva il pubblico del tutto di sorpresa. C’era una volta, neppure poi tanto lontana, in cui si andava a teatro così, compresi in un impalpabile bon ton, con un abito da mezza sera, sensibili all’abbassamento di voce della prima attrice o rapiti dal guizzo istrionico del mattatore.

Naturalmente i classici e le novità continuano ad andare in scena; ma il teatro che si pone l’obiettivo di essere specchio del mondo che abitiamo e strumento per comprenderlo, oggi non può che riflettere e rappresentare la nostra realtà nel suo continuo mutamento. Un teatro che permetta una molteplicità di punti di vista, senza gerarchie. Dunque l’incrocio delle culture e la ridefinizione dei confini, la mescolanza dei generi, l’uso non convenzionale dei luoghi e degli abiti. Sono le carovane e i furgoni di saltimbanchi provenienti da dietro l’angolo oppure da posti lontanissimi, le esibizioni comiche tra giocoleria e acrobazie aeree, i cantastorie con i loro racconti d’osteria, i viaggi fisici e quelli sonori. È la passione per l'arte di strada, l'orgoglio di antichi mestieri e tradizioni, con la vita racchiusa tutta in un baule. E in un paio di pattini a rotelle.

Teatri di confine: 2 luglio – 1 ottobre 2010

3 risposte a “Teatri di confine”

  1. Avatar Pat

    Fantastico evento. Il teatro trova una naturale collocazione nella strada, il più grande palcoscenico del mondo. Il teatro deve stare fra la gente, perché della gente diffonde voce e gesti dalla notte dei tempi ed ho orrore di chi vorrebbe cristallizzarlo in uno snobismo cretino…
    Un abbraccio

  2. Avatar giacynta

    Molto belle e acute le tue riflessioni. Hai dato corpo ad un’ impressione un pò vaga che avevo e che adesso vede pronte le parole per essere descritta.
    P.S. Hai mai assistito ad uno spettacolo del cirque du soleil?

  3. Avatar Pim

    @ Pat:
    Vero, anche perché si incontrano artisti che meriterebbero palcoscenici ben più prestigiosi.
    Contraccambio l’abbraccio.
    @ Giacynta:
    Purtroppo no, non ho ancora avuto l’occasione ma spero di colmare presto la lacuna.
    Ciao, grazie.
    PIm

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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