"È inutile preoccuparsi di invecchiare, tanto non c’è rimedio. Anche io perdo i capelli: non so dove vanno a finire e non voglio saperlo, ma so perfettamente dove erano un tempo".
(Sean Connery, 80 anni il 25 agosto)
"È inutile preoccuparsi di invecchiare, tanto non c’è rimedio. Anche io perdo i capelli: non so dove vanno a finire e non voglio saperlo, ma so perfettamente dove erano un tempo".
(Sean Connery, 80 anni il 25 agosto)
@ PIIIIIIIIIIIIIIIMMMMMMMMMMMMhh! Mah non sapevo di questa tua passione psicologico-freud-iana. Bello. Allora, io invece faccio dei sogni ……
dopo le ferie adesso fa troppo caldo umido afoso! Goditi la tranquillità poi ti racconterò. Bello però. Un appaluso.
SCUSAA
HO SBAGLIATO AD INVIARE…
QUESTA SOPRA VA NEL TUO POST SOTTO.
ASPETTA:
Ma lui è…. SEAN ‘007 irresistibilmente affascinante nel tempo, in qualunque maniera egli si presenti al pubblico (femminile).
Ma il fatto di non preoccuparsi di invecchiare vale anche per le femminucce?
Intendo normali anonime . Poi non so se i maschietti si porranno la stessa domanda.
Sempre quelli anonimi, intendo.
Ecco fatto : questo è
per 007 !!
Le femminucce si preoccupano da sempre di cancellare i segni del tempo, e a disposizione hanno armi e strumenti piuttosto efficaci. Per gli uomini la questione si è posta più recentemente. Secondo me non è grave perdere i capelli, ma i neuroni. (Dico così anche perché i miei capelli stanno ancora tutti lì dove devono stare…!).
Ciao Silvia, un abbraccio.
Pim
Se perderà la memoria, invece, non ricorderà più dov’era…
dragor (journal intime)
… E nemmeno il bikini bianco di Ursula Andress…
Fa presto a dirlo lui, che più invecchia più diventa bello!!!
Comunque sono del tutto d’accordo con te, Pim, più che dei capelli ci sarebbe da preocuparsi dei neuroni!
Ciao, Prish
… A dire il vero, per noi maschietti, anche un po’ della prostata… 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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