(Primavera 2004)

Giona Giona tira su con il naso e si stravacca sulla poltrona mezza consunta. Gli ho dato l’andi, adesso chi lo ferma più. << È vero, un buon cinefilo vede di tutto… Non so se lo sono, ma trovo sempre almeno mezzo minuto di grande cinema persino nelle pellicole di serie Z… Quando uscì Ultimo tango a Zagarolo, Carmelo Bene mandò una lettera di plauso a Franco e Ciccio >>.

A vederlo così sciaguratamente malmesso non si direbbe, eppure, quand’era giovane, Giona ha fatto la comparsa in diversi film. Poliziotteschi tipo Torino violenta o Roma calibroqualchecosa. Il cinema dunque lo conosce bene. O vuole farlo credere. << Adoro i film girati con due soldi e in due giorni, alla Ed Wood o alla Troma. Odio invece le produzioni multimiliardarie tipo Spielberg, sempre di poca sostanza. Il buon cinema esiste comunque anche a livelli alti e i miei registi preferiti restano De Sica e Germi >>. Pensavo che citasse Ausino e Dallamano, ma taccio. Sarebbe capace di darmi del cinefilo di merda. Meglio lasciarlo continuare. << Però i ricordi vanno alla mia infanzia, ai cinematografi di periferia. A quei tizi sudati in canottiera e paninazzo che commentavano ad alta voce… Alle battone bionde in fondo alla sala piegate sul cliente del momento… Al tizio che russava da metà film in avanti e noi ragazzini in pantaloni corti a infilargli le mosche morte in bocca >>. Non so se si sta inventando tutto per il gusto di stupire, se quei personaggi li ha visti in qualche film, oppure dice il vero. So che è divertente restare ad ascoltarlo, e tanto basta.

<< C’era quello con la radiolina accesa la domenica pomeriggio che ascoltava di nascosto Tutto il calcio minuto per minuto, e la gente vicino gli chiedeva in continuazione che faceva il Toro. E poi la donna dal culo enorme che entrava nei sogni dei ragazzini seduti nelle file dietro… I militari metà prezzo sempre attaccati come siamesi… L'ubriaco che interrompeva la proiezione fino alla restituzione del biglietto perché aveva pagato per vedere un bel film e quello non lo era… Le prime tette in cinemascope e il solito furbone che, quando l'attore toccava le intimità della protagonista, faceva versi pazzeschi… Non si arrivava a buttare un gatto morto sul palco, come racconta Fellini, ma ci eravamo vicini >>.

2 risposte a “Giona”

  1. Avatar rosy
    rosy

    è un ritratto divertentissimo, pim…
    mi sento meno triste, ora.
    che belle corde, hai.
    vibrano oltre ogni classificazione, dentro ogni emozione.
    un piacere raro, leggerti.

  2. Avatar Pim

    Divido i complimenti che mi fai (e il rossore, però quello non lo vedi) con il vecchio Giona. Il quale starà probabilmente girando qualche B-movie in cielo, cristonando come suo solito…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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